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In arrivo una pioggia di ricorsi sul progetto preliminare della strada sud Svelato il giallo della Soprintendenza

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La questione strada sud comincia a farsi seria. La raccolta firme sta andando bene: il comitato ne ha 1.863, numero provvisorio conteggiato ieri alla riunione al Centro per le Famiglie, ma destinato a salire con i moduli che ancora sono in giro. Ma la protesta non finisce qui. Gli agricoltori del Parco del Morbasco, infatti, proprietari dei terreni che verranno occupati dalla strada sud e delle cascine accanto alle quali passerà il tratto ad alta viabilità, stanno studiando e preparando i ricorsi. Ci sono 60 giorni di tempo per ricorrere sul progetto preliminare (presentato il 1° giugno) e gli interessati si stanno muovendo.

Intanto, si accende un giallo sulle dichiarazioni della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggisti per le provincie di Brescia, Cremona e Mantova. In un documento datato 5 luglio 2011 (nelle foto, documento) la Soprintendenza dichiara «che ad oggi non risulta espresso alcun parere formale o autorizzazione da parte di questo ufficio circa il progetto di cui sopra (progetto preliminare, ndr); questa Soprintendenza ha finora partecipato ad incontri congiunti nel corso dei quali è stata analizzata e valutata l’incidenza dell’opera dal punto di vista paesaggistico». La lettera è la risposta ad una richiesta, datata 17 giugno 2011 (nelle foto, documento3), di chiarimenti e documenti da parte di Italianostra Cremona sul progetto preliminare. «Questa affermazione – sostiene il Comitato – stride con ciò che è stato sostenuto dal Comune di Cremona: ovvero, la mancanza di veti o ostacoli della Sovrintendenza di Brescia alla violazione del parco del Morbasco per la costruzione della Strada Sud». Immediata la risposta del vicesindaco Carlo Malvezzi: «Non c’è nessun giallo. La Soprintendenza ha espresso un parere favorevole al progetto di massima, indicando il tracciato più basso come preferibile agli altri proposti». Così, in effetti, la Soprintendenza si esprimeva nel documento (nelle foto, documento2), datato 10 dicembre 2010, indirizzato al Comune di Cremona e firmato dall’architetto Morato e dal soprintendente Alberti: «presa visione della documentazione illustrativa trasmessaci e per quanto di competenza, ritiene di poter esprimere un parere di massima favorevole. Si concorda inoltre con la preferenza espressa da codesta Amministrazione per la soluzione prossima al nucleo urbano».
Dunque, è vero, la Soprintendenza non si è ancora espressa sul progetto preliminare presentato dal Comune di Cremona il 1° giugno di quest’anno, di cui chiedeva chiarimenti e spiegazioni Italianostra. Ha solo dato un parere di massima favorevole allo studio  di fattibilità.

Gialli a parte, al comitato si analizza lo studio del Comune sui flussi di traffico, utilizzato per il progetto strada sud. Un documento di 300 pagine, diviso in tre parti (la prima del 2005, la seconda del 2007, la terza del 2008). «Le stime fatte dal Comune sia nel 2005, sia nel 2007 – ritiene Filippo, ingegnere – non tengono conto della zona sud est. In più dallo studio, emerge che il problema viene solo spostato nello spazio e nel tempo. Nello spazio perché con la strada viene sì alleggerita via Giordano, ma vengono incrementati i volumi di traffico in zona Po e zona Battaglione. Nel tempo, perché la strada sud, c’è scritto nello studio del Comune, tra 10 anni, nel 2020, sarà già satura all’80% circa»
«Non solo – sostiene Filippo – lo studio non tiene conto della Ztl aperta, delle modifiche in via Dante e viale Trento Trieste, del parcheggio in piazza Marconi. Tutti elementi che non incentivano i cittadini ad usufruire del percorso viabilistico più largo della strada sud».

Tra qualche giorno il comitato protocollerà le firme e le consegnerà al sindaco con la richiesta di un incontro. In più, il gruppo dei contrari ha intenzione di organizzare un’assemblea aperta e un giro in bici lungo il tracciato della strada sud, invitando il sindaco Oreste Perri a partecipare all’iniziativa. In fase di valutazione, la possibilità di chiedere un referendum consultivo, che però non sarebbe vincolante per le decisioni dell’amministrazione. La raccolta firme, comunque, continua ad oltranza. Coinvolte anche le suore di clausura di San Sigismondo a cui i moduli sono già stati consegnati.

Greta Filippini

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