Commenta

Fulminato dai fili dell’alta tensione Assoluzione e condanna per gli imputati

toga

Assolto Francesco Canfora, dell’associazione Pesca Sportiva Gessate, condannato il guardia pesca Giovanni Piacentini. Entrambi erano accusati di omicidio colposo per la morte del 29enne Massimo Gasparini, avvenuta sulla riva del fiume Gambara il 4 giugno del 2006. Il giovane, residente a Cologno Monzese, tesserato dell’associazione di Gessate, era stato folgorato dai fili dell’alta tensione. Canfora, difeso dall’avvocato Antonio Maestrini, è uscito dal processo con una piena assoluzione, mentre Piacentini, assistito dall’avvocato Davide Lacchini, è stato condannato a quattro mesi di reclusione, pena sospesa.

Per la parte civile, rappresentata dal padre della vittima attraverso l’avvocato Michele Milone, il giudice Pierpaolo Beluzzi ha disposto la liquidazione del danno da stabilirsi in separata sede. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 60 giorni. Quella mattina Gasparini, operaio prossimo alle nozze, stava preparando la sua canna da pesca, otto metri di manico in fibra di carbonio, per disputare una gara. Sopra di lui, a meno di dieci metri in prospettiva, passava la linea elettrica da 15 mila volt nascosta da un pioppeto. La canna non aveva nemmeno urtato i fili dell’alta tensione, ma il carbonio è un potente conduttore e il pescatore era stato folgorato.

Il giovane era morto per insufficienza cardio-respiratoria dopo un’ora e venticinque minuti di disperati tentativi dei soccorritori di rianimarlo. Canfora e Piacentini erano accusati di aver violato gli obblighi di vigilanza “tendenti ad impedire che i campi di gara fossero posizionati nelle vicinanze delle linee elettriche ad alta tensione e che i partecipanti transitassero con le canne montate in prossimità delle linee ad una distanza inferiore ai 40 metri”. “Confidavamo in un’assoluzione”, ha commentato l’avvocato Lacchini. “Ora attendiamo di leggere le motivazioni, dopodiché ricorreremo in appello. Rispettiamo la sentenza, anche se il mio cliente ha fatto fatica ad accettarla. Ha fatto il guardia pesca per 40 anni e non è mai successo nulla”. Soddisfatto, invece, l’avvocato Maestrini: “Canfora non era né presidente, né legale rappresentante dell’associazione. Faceva da factotum, ma la sua non era una posizione ufficiale”. Il legale ha anche spiegato che “la prescrizione dei 40 metri era stata imposta solo nel marzo del 2008”.

 

© Riproduzione riservata
Commenti