Scritte offensive contro la sindaca sul Vangelo in chiesa: sconcerto a Castelvetro
La scritta è comparsa su un lezionario lasciato a disposizione dei fedeli nella chiesa di San Giovanni Battista. La prima cittadina valuta una denuncia contro ignoti
Un’offesa rivolta alla sindaca Silvia Granata, scritta su penna su una pagina del Vangelo lasciato a disposizione dei fedeli nella chiesa di San Giovanni Battista a Castelvetro: ha suscitato stupore e indignazione nella comunità l’episodio che è stato scoperto nei giorni scorsi all’interno dell’edificio religioso di via Roma. Il volume liturgico è stato immediatamente ritirato e sostituito.
Non è ancora chiaro quando l’autore del gesto abbia agito. La notizia, tuttavia, si è rapidamente diffusa in paese, alimentando interrogativi e sconcerto anche per il particolare momento in cui si sarebbe verificata: il fatto potrebbe infatti coincidere con il periodo delle reliquie di Santa Bernadette, la veggente di Lourdes, accolte sul territorio nelle scorse settimane.
Pur scegliendo di non entrare nel merito del contenuto delle scritte, la sindaca Silvia Granata ha voluto esprimere una riflessione pubblica sull’accaduto. “Ho appreso la notizia dopo aver partecipato ai momenti organizzati dalla parrocchia in occasione del pellegrinaggio delle reliquie di Santa Bernadette – spiega la prima cittadina – che ho vissuto con spirito di condivisione con la comunità presente”. Granata non esclude di presentare una denuncia contro ignoti, ma sottolinea soprattutto l’aspetto sociale dell’episodio. “Come sindaca e come cittadina – afferma – non mi limito mai ai gesti in sé, ma cerco di coglierne uno spunto di riflessione. Credo che un’amministrazione comunale abbia il dovere di comprendere ciò che accade nel tessuto sociale e nelle relazioni che attraversano un paese. Ho un’idea precisa di ciò che serve alla nostra comunità: più ascolto, più equilibrio e la capacità di trasformare anche i segnali più critici in occasioni di crescita e consapevolezza”.
La sindaca rinnova quindi il proprio impegno “a garantire diritti, uguaglianza e partecipazione” e invita cittadini e cittadine “a contribuire a un clima sereno, leale, rispettoso e orientato al bene comune”.
A confermare l’accaduto è anche il parroco, don Massimiliano Camporese. Le parole offensive sono comparse sul lezionario, il volume liturgico che raccoglie i brani della Sacra Scrittura proclamati durante le celebrazioni eucaristiche. Solitamente collocato sull’ambone, in questa circostanza il libro era stato lasciato vicino all’ingresso della chiesa per consentire ai fedeli di consultarlo liberamente. “È stato prontamente ritirato per la sostituzione – spiega il sacerdote che – dopo essersi confrontato con il Vescovo- esclude però che si possa parlare di profanazione. Il parroco preferisce non aggiungere ulteriori commenti. Nel frattempo, la vicenda potrebbe approdare all’attenzione dei carabinieri attraverso una denuncia che la sindaca sta valutando di presentare. In base al contenuto delle scritte, che non viene reso noto, potrebbe infatti configurarsi il reato di diffamazione. Secondo quanto emerso, sarebbero state poche le persone a vedere direttamente l’offesa. Il lezionario sarebbe stato infatti rimosso quasi immediatamente, non appena alcune persone vicine all’ambiente parrocchiale hanno notato la scritta.