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Piazza Sant’Agostino divorata dal degrado Incuria, sporcizia e scritte sui muri Ma il Comune cosa fa?

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Un gioiello della città, a due passi da corso Campi e piazza del Duomo. Piazza Sant’Agostino ha la vocazione per essere tutto ciò. Ma non lo è. Tutta colpa dell’abbandono in cui versa da tempo. E’ finita in pasto all’incuria e all’inciviltà. E nessuno sta cercando di arginare quel regresso che sta ampiamente offuscando beni artistici e culturali che con poche accortezze porterebbero a un rilancio della zona.

La chiesa di Sant’Agostino, con le sue origini risalenti al XIV secolo e con un dipinto del Perugino del 1494 (Madonna col Bambino in trono tra i santi Giovanni evangelista e Agostino), è meta di numerosi turisti. Quei turisti, arrivati nei pressi dello straordinario monumento, devono però fare i conti con un paesaggio assai poco accogliente, a tratti inospitale. Dall’interno della chiesa è impossibile non notare alcune delle numerose scritte che hanno imbrattato i muri a contorno dell’intera piazza. Frasi e disegni più o meno volgari. Che hanno compromesso l’estetica della chiesa e della scuola elementare Capra Plasio ospitata a Palazzo Dati, i cui piccoli alunni sono costretti ogni giorno a trovarsi di fronte al più classico esempio di degrado cittadino (anche se la scuola è chiusa, non è certo un belvedere quella bottiglia di birra lasciata su una delle finestre). E pensare che nei sotterranei della scuola vi è quello che la sezione turismo del sito del Comune evidenzia essere “un prezioso pavimento musivo appartenente ad una domus del I secolo dopo Cristo”. E’ un percorso turistico d’eccezione, fatto di scorci romantici e di bellezze architettoniche, purtroppo rovinate dai vandali. E la città ci fa una pessima figura.

Cartacce e sporcizia. Erba alta tra i ciottoli. Fioriere poco curate. E poi scritte sui muri. Ovunque. Di ogni tipo e colore. Qualcuno arriva a scrivere persino sul cotto secolare della bellissma chiesa di Sant’Agostino a cui il parroco, monsignor Felice Bosio,  riserva così tante attenzioni, cercando di restaurare e conservare questo gioiello nonostante le scarse possibilità economiche della parrocchia. Questa è oggi piazza Sant’Agostino. Ci si chiede, fatti tutti i conti, quale sia stata fino a questo momento l’utilità della squadra antidegrado della polizia locale, con tanto clamore e tanto orgoglio varata dall’Amministrazione comunale, per una zona come quella di Sant’Agostino. Forse qualche telecamera potrebbe aiutare. Peccato che in piazza non ce ne siano. L’occhio elettronico del Comune – e non solo quello – guarda da un’altra parte.

Foto di Tommaso Gerevini

 

 

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