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Processo a carico di Giuseppe Reboani, sequestro di beni e denaroper l’evasione fiscale di oltre tre milioni di euro

Su richiesta del pm Fabio Saponara, il gup Guido Salvini, davanti al quale è pendente il procedimento a carico di Giuseppe Reboani, 49 anni, accusato di una maxi evasione fiscale attraverso un vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti, ha disposto un sequestro preventivo di denaro, beni e disponibilità finanziarie riconducibili allo stesso  Reboani “fino al raggiungimento del profitto dei reati contestati all’imprenditore”. Si tratta di immobili a Castelverde, Cremona e Cervia, terreni agricoli, automobili,  autocarri, soldi e conti correnti. Un profitto “conseguito attraverso il mancato pagamento delle imposte dovute, per un importo complessivo quantificato in 3.044.796,35 euro per il 2008 e di 169.042,17 euro per il 2009”. Analogamente, denaro, beni, disponibilità finanziarie ed altre utilità sono stati sequestrati ai 12 coimputati. Per l’accusa, dal 2004 al 2009 Reboani avrebbe utilizzato fatture per operazioni inesistenti emesse dai coimputati al fine di evadere le imposte sui redditi e l’Iva “su un imponibile acclarato pari a 39.678.560,15 euro ed Iva evasa pari a 7.898.809,11 euro”. A sua volta Reboani avrebbe emesso e rilasciato fatture per operazioni inesistenti per un imponibile pari a 41.969.406,99 euro ed Iva evasa per 8.357.321,75 euro. Ai 12 coimputati l’accusa contesta di aver rilasciato fatture false a Reboani per consentirgli la maxi evasione fiscale. Non solo. Gli imputati avrebbero occultato o comunque distrutto le scritture contabili e i documenti di cui per legge è obbligatoria la conservazione per non consentire la ricostruzione dei redditi.

 

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