Commenta

Discarica di amianto a Cappella CantoneLa capriola di Salini spiazza l’opposizione

amianto-salini

A pochi giorni dal “caldissimo” consiglio provinciale sulla discarica di amianto a Cappella Cantone, ecco la capriola del Presidente della Provincia Salini sulle pagine del quotidiano La Provincia. Martedì, infatti, è in programma la votazione dei documenti presentati dalle opposizioni e i capigruppo (Pd, Lista Torchio, Api, Idv, Fds) in una nota congiunta, si sono già detti “pronti alla battaglia”. Hanno espresso preoccupazione anche le amministrazioni comunali in carica nei paesi contermini all’impianto (Castelleone, Soresina, San Bassano, Pizzighettone: tutte guidate dal centrodestra). In questo quadro si collocano le spiazzanti dichiarazioni del presidente della Provincia che, dieci giorni fa, in Giunta ha approvato all’unanimità una delibera con cui, di fatto, si rimetteva per il progetto nelle mani della Regione. Ora Salini rompe il silenzio e si dichiara «molto preoccupato».

«Il silenzio è doveroso – dice Salini -. La nostra è un’istituzione e come tale è meglio agire con atti concreti. Siamo stati noi a far presente alla Regione che alcune cose del progetto Cavenord non quadravano. Ancora oggi non siamo convinti del progetto, anzi ci preoccupa molto». «Noi ci muoviamo sugli atti ufficiali – continua nell’intervista il presidente della Provincia – e attualmente questo progetto non va. Abbiamo già inoltrato più volte in Regione le nostre osservazioni e i nostri pareri». Una brusca e inaspettata frenata nei confronti del presunto “asse di ferro” costituito da Provincia, Regione e cavatori. L’abolizione dei vincoli di distanza «era  un atto dovuto, non si poteva fare a meno. Per quanto riguarda il supposto ‘asse’ posso assicurare che non ho debiti con nessuno, per cui mi posso muovere in tutta libertà. Inoltre, per il piano cave, non sono d’accordo che decida la Regione, dobbiamo essere noi a farlo, non vogliamo essere soccombenti ai cavalcatori».
A proposito, e se la Regione desse il via libera? «Non credo che lo darà – risponde Salini al giornalista Fulvio Stumpo -. Se il Pirellone dovesse dare l’ok faremo la nostra onesta battaglia». L’amianto, però, c’è («nel nostro territorio 180mila metri cubi, facciamo anche 200») e da qualche parte bisogna pure metterlo. «Stiamo lavorando per trovare un’area alternativa condivisa. Per quanto riguarda il metodo di vetrificazione dell’amianto, sono apertissimo, credo sia una soluzione definitiva. Se in Provincia arriveranno progetti di questo genere, saremo ben lieti di prenderli in considerazione».

Alla luce di queste dichiarazioni, sarà interessante vedere come la Provincia si muoverà martedì in Consiglio, durante il quale, uno dopo l’altro, saranno discussi quattro ordini del giorno e una mozione. Documenti che parlano, tra le altre cose, di un’area di smaltimento sovradimensionata rispetto alle esigenze del nostro territorio. E che richiamano l’ipotesi di aprire e sperimentare procedimenti di smaltimento innovativi, come i nuovi processi di inertizzazione. In un odg di Trochio e Biondi anche la volontà di una richiesta al Parlamento per una nuove legge sugli appalti pubblici, finalizzata a scongiurare le infiltrazioni della criminalità organizzata.

© Riproduzione riservata
Commenti