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Taglio dei finanziamenti a rischio anche le scuole cattolichePagheranno di più le famiglie

Maglia-don-Irvano

Il sito ufficiale della Diocesi di Cremona, sotto il titolo “Scuole cattoliche, bilanci  sempre più in rosso per i tagli del Governo” lancia con un articolo ricco di dati e con le riflessioni di monsignor Irvano Magglia, presidente della Cooperativa Cittanova, il grido d’allarme sulla situazione dei bilanci delle scuole cattoliche in diocesi di Cremona.

La conclusione dell’anno scolastico 2010/11 è come sempre occasione di valutazione e bilanci: per gli studenti, per le loro famiglie e anche per gli stessi istituti. I mesi estivi, però, sono anche il tempo per guardare al futuro, programmare, progettare e definire. Un compito che, quest’anno, per le scuole cattoliche presenti sul territorio diocesano si fa ancor più complesso a motivo delle problematiche economiche: nei bilanci il rosso è ormai il colore sempre più dominante e per molti istituti il futuro è davvero a rischio. Tutta colpa della difficile contingenza economica e dei conseguenti tagli apportati dal Governo anche in ambito scolastico. Nell’ultima finanziaria i contributi alle scuole paritarie sono stati ridotti più del 50%. Ma non è questo l’unico dato negativo: delle somme dovute (già dunque molto ridimensionate) alle scuole è arrivato solo un acconto, cioè poco più del 20% della somma inizialmente prevista.

«Non si dimentichi – ricorda don Irvano Maglia, presidente della Cooperativa Cittanova, gestore di otto scuole della diocesi – che il contributo statale originario corrispondeva ad un decimo delle spese che lo Stato sostiene per ogni alunno delle proprie scuole. Ora con i tagli previsti, i costi delle scuole paritarie andrebbero a gravare quasi totalmente sugli enti gestori e sulle famiglie».

Tra le principali critiche nei confronti degli istituti paritari quella di essere considerate scuole d’élite: ora a causa dei tagli il rischio è realmente concreto. «Le scuole cattoliche – continua don Maglia – non sono scuole d’élite e non lo vogliono essere. Le nostre classi sono aperte a tutti. In questi anni ci siamo attrezzati per garantire il sereno accesso ai disabili e siamo al passo con i tempi anche nei progetti di integrazione degli stranieri. L’unica “clausola” per l’accesso è che le famiglie accolgano il progetto educativo della scuola. Il versante economico è tutt’altra questione: cerchiamo di favorire l’accesso anche a chi ha difficoltà economiche. Questo è possibile grazie alla generosità di enti, comunità parrocchiali o di privati sensibili al tema educativo. Certo i costi a carico delle famiglie saranno sempre più onerosi a fronte di una costante diminuzione dei finanziamenti».

Le scuole cattoliche oggi riescono a sopravvivere proprio grazie alla generosità di quanti ne condividono gli obiettivi, i metodi educativi e un’azione che si colloca all’interno del progetto pastorale della Chiesa cremonese. Proprio per questo tra gli “sponsor” di queste scuole c’è ovviamente la comunità cristiana. «Per quanto riguarda la Cooperativa Cittanova – prosegue il sacerdote – la diocesi annualmente eroga 350mila euro, necessari per ripianare i debiti e poter continuare a offrire questo importante servizio».

Le scuole cattoliche in diocesi di Cremona sono una realtà importante: solo gli otto istituti della Cooperativa Cittanova coinvolgono circa 800 studenti; numeri che per tutte le scuole cattoliche presenti in diocesi arrivano a toccare complessivamente i 2.600 alunni. Senza contare, poi, gli istituti gestiti da ordini religiosi o, comunque, da enti di ispirazione cristiana: il numero sale così attorno alle 5mila unità. «Se le nostre scuole non riuscissero più a sopravvivere – sottolinea ancora don Maglia – l’istruzione di tutti questi ragazzi dovrebbe essere garantita dallo Stato, che avrebbe così una spesa molto maggiore. Senza poi pensare alle difficoltà legate alle strutture e al loro mantenimento».

 

 

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