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Negozi prigionieri dei lavori in corso Vetrine oscurate: casse sempre più vuote

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Le vetrine sono oscurate dalla recinzione del cantiere. La strada è chiusa. Lo spazio davanti ai negozi è davvero angusto: i commercianti sono prigionieri dei lavori in corso, e le casse sono sempre più vuote. Progetti sicuramente importanti quelli che interessano corso Vittorio Emanuele e corso Matteotti, due passaggi nevralgici che conducono al centro cittadino. La riqualificazione porterà a un miglioramento dell’estetica e dei sottoservizi. Intanto, però, c’è da registrare le ripercussioni che in questi mesi di manutenzione hanno reso difficile la vita degli esercizi commerciali. E che la renderanno tale fino agli inizi di settembre, quando è in programma il termine dei lavori.

Anche i saldi, in queste zone, hanno dovuto fare i conti con i cantieri. Un lontano ricordo il via vai di clienti. Clienti ora intimiditi da un altro tipo di via vai: quello di ruspe e manutentori. Un nuovo grido di allarme si è alzato in questi giorni. Arriva da corso Matteotti, dove oggi sono oltre venti i negozi direttamente compromessi dalle operazioni di riqualificazione della strada. A ben poco è servito quel cartellone apposto all’inizio del tratto interessato per spingere i consumatori a “sfidare” il cantiere per guadagnare l’interno delle attività commerciali. E’ con un tagliente messaggio esposto in vetrina che alcuni negozianti hanno deciso di esprimere il loro pensiero.

Ci si rivolge ai clienti “e a coloro che riescono pazientemente ad accedere ai negozi”: “Sperando in una fine gloriosa e positiva di tutti i lavori in corso… in corso Matteotti e rotti… (Settembre) – scrivono i negozianti che hanno aderito all’iniziativa -. Si ringrazia sentitamente il pubblico per la costanza, la fiducia e la collaborazione anche se pian piano sta scemando involontariamente… causa difficoltà di accesso”. Ma sul cartello affisso all’entrata dei negozi c’è soprattutto un’informazione dalla vena a metà tra il polemico e il sarcastico: “Per chi non sa: non esiste la cassa integrazione per i commercianti, ma gli studi di settore e l’agenzia delle entrate si. Anche se non lavori, causa lavori di altri”.

 

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