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Nomine Aem, lo schiaffo di Perri al Pd Anche la sua maggioranza va in pezzi

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Il Pd attacca le scelte di Perri sulle nomine, facendo capire che l’opposizione da ora in poi sarà ancora più dura dopo che il sindaco ha dato uno schiaffo al primo partito della città escludendolo dalla partita Aem. Ecco il documento firmato da: Maura Ruggeri, capogruppo Pd in consiglio comunale, Titta Magnoli, segretario provinciale Pd, Daniele Burgazzi, segretario cittadino Pd: «La decisione del Sindaco di procedere alle nomine di Aem non tenendo conto dell’indicazione del Partito Democratico, principale partito di opposizione e primo partito in città come numero di voti espressi alle ultime elezioni amministrative, sancisce, di fatto, l’esclusione di un rappresentante dell’opposizione strutturata dal Consiglio di amministrazione, con un 5 a 0 a cui purtroppo il centro destra ci ha abituato.  Occorre rimarcare che era una sua facoltà e che è evidente l’operazione di non volere nel Cda qualcuno che potesse in alcun modo disturbare. La scelta, evidentemente non dettata dal profilo della candidatura, a detta di tutti autonoma, svincolata dai partiti e seria, va nel senso di blindare a una bizzarra omogeneità politica, non voluta dai cittadini, la società. Questo non cambia pertanto il modo di agire dell’opposizione che continuerà nella sua azione di  proposta e verifica in consiglio comunale. Lo schiaffo al Pd, motivato probabilmente dal fastidio di una opposizione dura e puntuale, non è nulla comunque in confronto all’azione di forza rispetto ad una maggioranza politica che esce massacrata dalle scelte del sindaco e che rischia di essere minata nelle sue fondamenta. La scelta del sindaco apre un nuovo quadro politico che seguiremo con attenzione nell’interesse della collettività»
Il decreto di nomina firmato stamattina dal sindaco Perri che designa, oltre a Franco Albertoni alla presidenza di A.E.M. Cremona S.p.A., Luigi Mille, Martino Ghidoni, Francesco Corbani e Valeria Maria Nassi consiglieri di amministrazione. Il collegio sindacale risulta invece composto da: Claudio Romeo Bodini, presidente, Andrea Bignami e Luciano Fabiano Scolari, sindaci effettivi, e Lanfranco Bolasco, sindaco supplente.

Non rimane che attendere la risposta degli interessati che decideranno a breve se accettare o meno la nomina.
Poi che dentro il Pdl si sia ormai alla resa dei conti, è da tempo risaputo. Le tre anime nel partito (ex An, ex Forza Italia e Ciellini) sono da tempo in ebollizione e non c’è occasione per far emergere litigi, contraddizioni e contrapposizioni molto dure. Le nomine del Cda di Aem hanno provocato in questo senso un vero e proprio terremoto. Il sindaco ha detto di no ad Alessandro Carpani, uomo forte dentro la Lega (maroniano, quindi dell’ala vincente dentro il Carroccio, e probabile candidato segretario al prossimo congresso), rifiutando la candidatura indicata dal capogruppo Italico Maffini. “O fate un altro nome o state fuori, io Carpani non lo voglio” ha detto il sindaco ricordando una dura contrapposizione di qualche settimana fa in cui sono volate parole durissime (e offese). Di fronte a quel solo nome, il sindaco ha scelto uomini di altre liste lasciando i leghisti a bocca asciutta. Per ora non ci sono reazioni ufficiali ma pare che dentro al partito stia montando la richiesta di disimpegno da parte dei tre assessori leghisti (Zagni, Demicheli, Alquati) minacciando un semplice appoggio esterno alla Giunta Perri.

Ma è dentro il Pdl che sta scoppiando la bomba nomine. Il segretario regionale del Pdl ha chiesto al coordinatore cittadino del partito Carminati e a quello provinciale Mino Jotta due relazioni sulla situazione dopo le nomine. Dalla parte di Mino Jotta (contro le scelte di Perri, invece difeso da Carminati e da tutta la componente ex An) si è schierato anche l’assessore regionale Gianni Rossoni facendo pesare il suo ruolo e le sue relazioni. I due avrebbero chiesto a Mille, vicepresidente in pectore di Aem, di non accettare la nomina. Mille, bresciano di Desenzano ed esponente come Jotta della corrente di Maria Stella Gelmini, sarebbe molto indeciso ed attenderebbe lumi proprio dal Ministro della Pubblica Istruzione.
Ugo Carminati, in linea con il suo ruolo superpartes di coordinatore, ha invece deciso di non esercitare pressioni su Luigi Mille: «Benchè confido che l’ing.Mille possa accettare l’incarico, non credo sia corretto tirarlo per la giacca come fanno altri, mi sono limitato a consigliargli di prendersi qualche giorno per pensare. Personalmente non condivido la guerra alle poltrone di alcuni esponenti del mio partito, questo non è il Pdl che io rappresento. Il partito ha già avuto occasione di esprimere nomi di fiducia in altre società e presto potrà confidare nel cambio dei vertici di AemCom».

 

Luigi Mille rifiuta l’incarico in A.E.M.

Già nella serata di lunedì è arrivata la notizia, il consigliere designato Luigi Mille ha rifiutato l’incarico. Le pressioni del coordinatore provinciale Minio Jotta e dell’assessore Regionale Gianni Rossoni hanno avuto la meglio sulla diplomazia di Ugo Carminati e di chi, all’interno del Pdl, ha caldeggiato la nomina. Deluso il sindaco che non ha gradito la rinuncia, stando alle parole di Perri, Mille avrebbe dovuto ritirarsi prima di essere designato, quando già sapeva che non sarebbe diventato presidente. Mentre si attende la rinuncia ufficiale di Luigi Mille già spunta il nome del probabile sostituto sostituto che potrebbe essere Franco Mazzini, ex menager di una multinazionale.

 

 

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Commenti
  • CREMONA: I PARTITI e AEM
    Tanto è ormai stato scritto e tanto si scriverà ma ciò che emerge, prima di tutto è il profondo disagio della politica allorquando si tratta di amministrare la cosa pubblica( talvolta inadeguatezza).
    Che il Sindaco abbia agito in buona fede si può ritenere realistico.
    Ma bisogna subito rilevare che quando un sistema non è in grado di autorigenerarsi significa solo una cosa sola: è ammalato.
    Nei paesi anglosassoni vecchi e nuovi quando una coalizione vince manda a casa tutti, ma proprio tutti.
    Da noi , non si sa perché, o forse lo sappiamo tutti, si procede a tentoni, a colpi di ricatti, a colpi di inciucio, senza il minimo pudore e conoscenza di che cosa significa operare in un sano sistema di ricambi e di controlli incrociati.
    Anche nel privato non si privilegia la persona in quanto tale ma ciò che rappresenta : ed il ricambio avviene spesso e volentieri.
    Perché in politica avvenga talvolta il contrario si può sintetizzare in poche parole: manca il senso delle Istituzioni e delle sue regole principali.
    Chi è decaduto dal potere spesso cerca agganci per non rimanere spiazzato.
    Ma si tratta della sua persona, non certo del partito che vorrebbe o crede di rappresentare.
    Quando poi un partito esprime una scelta, in democrazia, quella scelta deve essere consolidata.
    Se altri , della stessa partita, mettono becco, con lavori sott’acqua la democrazia ed il partito hanno già perso il proprio valore politico.
    Questa è la tragica conseguenza di ciò che avviene a Cremona ed anche nel Paese.
    Chi è sicuro di rappresentare la famiglia cremonese ( compresa la sua) dovrebbe anche sapere che deve lasciare il controllo del suo operato a terzi : i soli che possono emanare un giudizio quando hanno la possibilità di esprimersi nelle urne.
    Se la persona è valida verrà riconfermata al turno successivo: perché dubitarne.
    Solo che con questo sistema il prossimo turno non ci sarà mai.
    Se il suo schieramento di origine vorrà poi riconfermarlo per un terzo mandato( qualora gli eventi lo rendano possibile) sarà, ancora di più, un segno di disagio e di degrado o di mancato rispetto della politica nel senso più nobile del termine.
    Chi opera o ha operato “inciuciando” sa di avere i giorni contati e quindi , mettendo in campo vecchi sistemi ,tanto cari al vecchio PC, non fa altro che far emergere il suo malessere.
    Malessere che un partito degno di questo nome non può far suo e neppure tollerare.
    Prima o poi i portaborse e i beneficiati verranno messi da parte.
    Altre energie , altre forze incombono e da tempo chiedono il “redde rationem”.
    Le passate sconfitte sembrano non aver intaccato la fibra coriacea degli uomini, pochi o tanti,protagonisti di una politica personalizzata i cui effetti abbiamo già sperimentato : sconfitte politiche e divisioni devastanti nel Pd.

  • elia

    RUGGERI NON COMPRENDO A FONDO L’INCAZZATURA PER IL MANCATO INSERIMENTO DI UN RAPPRESENTANTE PD NEL AEM , FORSE SONO INGENUO A FARTI QUESTA DOMANDA ,MA IL PRESIDENTE ALBERTONI NON HA LA TESSERA DEL PD, ? NON MI RISULTA CHE HA FATTO IL SALTO DELLA QUAGLIA.

    • DIAMOGLI UNA MANO !

  • TIZIANO CARINI

    Non parliamo politichese,Albertoni ha la tessera del P.D.!!La Lega ha, lavorato,di riflesso,per farlo eleggere;non so se i leghisti siano propensi a queste situazioni imbarazzanti.Tiz

  • FIERA INTERNAZIONALE DELLA PECORA DA TOSATURA

    Altro che il bovino da latte, quello ogni tanto s’incazza sul serio, specie nella versione “maschio”. Alla pecora potete far brucare tutti gli Albertoni che volete e dirà sempre grazie.
    Ai residenti che soffrono e brontolano da tre anni, Oreste Pirro risponde, capiamo, ma non ci sono i soldi per via Dante, Arvedi fin lì non arriva. Quei tre o quattro milioni che ci avanzavano, dopo aver aumentato un paio di tariffe, li dobbiamo impiegare per l’acquisto del Massarotti, caldamente raccomandato dal nuovo Messia, perché, con l’aggiunta dei pedaggi del Villaglori e via Bonomelli, guadagnicchia, se poi per far bilancio gli uniamo anche Trento Trieste e via Mantova, entrano dobloni. Contabilmente, è chiaro.
    Per chi non conoscesse i precedenti di Motta Baluffi e Ca’ d’Andrea, il Massarotti è il biglietto da visita di Franco Albertoni, il signore che, dopo aver lavorato su incarichi del partito dai vent’anni in su, ringrazia pubblicamente spiegando i suoi principi: prima la famiglia, compresa naturalmente quella della moglie, poi noi comunità, stravede addirittura per noi, infine quel che avanza, il partito, variante Pizzetti.
    Ci sono momenti nella vita, cari lettori, in cui per essere grandi non è indispensabile avere qualità intellettuali e culturali fuori dell’ordinario: bastano e avanzano i sentimenti, il primo, il senso della dignità. Che coinvolge soprattutto la maggioranza, ridotta a uno scontro di bande, ma non poco il Pd, che non vuole trovare la forza per buttar fuori Albertoni. Strutturalmente la faccenda si spiega così: un fuoruscito passa tra i vincitori, dove lo sopporta solo la minoranza, che però decide fidando nella lana che abbonda dall’altra parte. Che fa il nesci: che ci posso fare?
    Semplice, quello che farebbe qualsiasi persona con un minimo di dignità personale e rispetto per i cittadini: andarsene, tutti, consiglieri e assessori. Voi , Pirro in testa, che ci spiegate ogni momento di lavorare solo per noi, per la gente, ci fate subire uno che non vuole nessuno, parlo della gente, non dei boss, né a destra né a sinistra? Messo lì solo per uno scopertissimo disegno di potere? ma dove credete di andare, amici della destra, con manovre del genere fra tre anni tutti a casa e a seguire trent’anni di sinistra, logico e meritato guadagno, che lasceremo in eredità ai nostri figli.

    Cremona 25 07 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • IL ” GENIUS LOCI” aleggia sempre in via volturno ex sede del PC…..tu che ne dici ??

  • IL PIU’ BELLO DEL CONSIGLIO

    Non c’è dubbio, è Santo Canale, e viene premiato con l’assegnazione di un posto in Aem a scapito del Pd, che deve aver rifiutato qualcosa che non so, ma che ha offeso mortalmente Oreste Pirro, ben peggio di Alessandro Carpani.
    A uno sguardo superficiale ci si potrebbe complimentare con Franco Albertoni che, ragioniere di paese, è riuscito a provocare il maggior casino degli ultimi vent’anni.
    Ma non è così, checché dichiari a http://www.cremonaoggi.it il segretario cittadino Pdl di Cremona, Ugo Carminati, non è una guerra per le poltrone in seno al suo partito, lui il primo lo sa, è una squallida storia di occupazione del potere, seduti o meno in poltrona. E ne convengono anche i tre maggiori del Pd, Magnoli, Ruggeri, Burgazzi, che prevedono formali ritorsioni e non applicano nemmeno la prima , evidente, forte e ovvia, l’espulsione di Albertoni. Perché, chiaro , aprirebbero ufficialmente lo stato di crisi con Pizzetti, ora ben celato (ah! ah!), dato che Albertoni è sua storica pedina.
    C’è ancora chi gira con le fette di salame in tasca e vede una lotta tra il sindaco della gente (quale?) e i partiti, che naturalmente rappresentano il male. Può anche darsi ne sia convinto lo stesso Pirro, non è detto che reciti, magari crede davvero di decidere. Per adesso va in montagna, al ritorno si farà spiegare bene il biglietto da visita del nuovo acquisto, il Massarotti, e poi lo ripeterà a noi, con obbligo morale di far finta di crederci.

    Cremona 26 07 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • elia

      condivido ma purtroppo se non fai parte delle istituzioni non ti caga nessuno questa è la verità i giornalisti pendono dalle labbra dei consiglieri assessori ecc ed al cittadino comune anche qualificato non viene tenuto in nessun conto le sue idee o commenti vengono snobbati o utilizzati per divenire propri del politicante oppurtunista di turno, questa è la verità.
      elia sciacca

  • ELIA SCIACCA

    ALBERTONI AVREBBE DOVUTO FARE UN PASSO INDIETRO, VISTA ANCHE LA LUNGA PERMANENZA NEI VARI ENTI PARTECIPATI. SE LA SEGRETERIA CITTADINA DEL PD AVESSE SOLLECITATO TRAMITE NOTA UFFICIALE IL RITIRO DI ALBERTONI SICURAMENTE ADA FICARELLI, DI INDUBBIE CAPACITA’ PROFESSIONALI SAREBBE ENTRATA NEL CONSIGLIO AEM. PRESUMO CHE NON SI POTESSE PRETENDERE CHE ALL’OPPOSIZIONE, BENCHE’ SIA IL PRIMO PARTITO A CREMONA GLI FOSSE CONCESSO DAL CENTRO DESTRA CHE HA VINTO LE ELEZIONI ALLA CANDIDATA DEL PD LA PRESIDENZA O UN POSTO IN CONSIGLIO SENZA LA PREVIA FORMALE RICHIESTA DEL PD ALLA RINUNCIA DI ALBERTONI ALLA PRESIDENZA TANTO CALDEGGIATA DA PERRI CHE HA LASCIATO SCONCERTATO L’ELETTORATO DEL CENTRO DESTRA . NATURALMENTE QUESTA E’ LA MIA OPINIONE DA CITTADINO ELETTORE CHE A LIVELLO POLITICO CONTA ZERO.

    • IL CITTADINO CONTA ZERO SE RESTA A CASA , DA SOLO.
      SE SI FA SENTIRE E SCRIVE PUO’ ESSERE UNO DEI TANTI CHE POSSONO DIVENTARE I PIU’.
      E SCRIVERE O DIRE QUELLO CHE SI PENSA FA ANCHE BENE ALLA SALUTE( DI TUTTI).

  • Vincenzo Montuori

    Mi aggrego al diluvio di commenti sulla questione, intanto evidenziando i toni un po’ troppo disinvolti del sig. Cozzaglio nell’assegnare pagelle e nell’apostrofare persone, come del resto già fa abbondantemente sui quotidiani e settimanali locali. Va bene che c’è libertà di parola ma un po’ più di autocontrollo non guasterebbe. Sulla questione Perri- Albertoni, aldilà delle dietrologie e dei giochi di potere che ci possono essere dall’una e dall’altra parte, la mancata risoluzione del problema e anzi il suo ulteriore ingarbugliarsi dipende, a mio avviso, da tre fattori “remoti”: la voglia di Perri di far politica in proprio, sganciandosi dai partiti di centrodestra che l’avevano sponsorizzato per poi strumentalizzarlo; lo stato di disfacimento preagonico in cui a livello nazionale (e locale) versa il centrodestra, tra “perriani”, ex AN,Ciellini, laici ex Forza Italia e quant’altro; e la mancanza nelle fila del centrodestra di dirigenti di lungo corso e di lunga esperienza (e del resto cosa c’è d aspettarsi da una classe dirigente il cui merito è da individuarsi nell’ignoranza e nel servilismo?). Se uno di questi tre fattori non fosse presente, si sarebeb comunque arrivati a una soluzione. Spiace solo verificare che, sic stantibus rebus, nonostante gli anatemi del sig. Cozzaglio, non si caverà un ragno dal buco e un’azienda come l’AEM, che – nel bene e nel male – è comunque la più importante “partecipata” cittadina, così non va da nessuna parte

    • ma IL ” GENIUS LOCI” aleggia sempre in via volturno ex sede del PC….LEI che ne PENSA ??