Commenta

Per il dramma di Piubega il camionista chiede perdono Guidava un mezzo cremonese

evidenza-camion

Ornella Galfredi e la piccola Benedetta Sinico hanno perso la vita in un incidente stradale a Piubega, in provincia di Mantova, tre settimane fa. Un sinistro, avvenuto sull’Asolana, che ha determinato forte indignazione nel territorio virgiliano, con grande risalto nazionale. Perché a causare la morte di madre e figlia (45 e 9 anni) è stato l’impatto tra la loro Audi Q5 (completamente distrutta) e un mezzo pesante, sbandato e guidato da un uomo risultato poi positivo alla cocaina. Quell’uomo è Adam Pelizzari, autotrasportatore 32enne di Pralboino che lavorava per la ditta Repellini di Vescovato e che sembra stesse ritornando in paese, alla macelleria della Pro Sus, dopo aver caricato oltre cento maiali a Goito, nel Mantovano. Ora quell’uomo cerca di difendersi, chiede perdono ma comprende il dolore della famiglia distrutta. Lo fa dalle pagine della Gazzetta di Mantova, in un articolo di Rossella Canadè che raccoglie alcune sue dichiarazioni.

Il gip virgiliano ha revocato per lui gli arresti domiciliari, ma rimane l’accusa di omicidio colposo per la morte di Ornella Galfredi e Benedetta Sinico del 5 luglio. “Sono distrutto. Sconvolto e atterrito. Non mi sparo solo perché ho un nipote di due anni che mi tiene in vita”, afferma Pelizzari. “Devo chiedere scusa, ma anche giurare che non le ho investite perché ero drogato”, dice.

L’articolo prosegue con le parole dell’uomo che si rivolgono ai familiari di Ornella e Benedetta: “Voglio che mi vedano. Io sono morto dentro, ma loro stanno molto peggio di me. Hanno tutto il diritto di gridarmi la loro rabbia. Ma non ero drogato, quel giorno”. Adam Pelizzari afferma di aver “tirato” il venerdì sera precedente, con amici, e di aver ripreso il camion solo il lunedì successivo.

“Improvvisamente mi sono trovato un’auto grigia quasi sotto il camion, che aveva appena sorpassato l’Audi Q5 della signora con la bimba – afferma, ricordando l’incidente -. Ho frenato di colpo per evitarla, e il rimorchio si è ribaltato centrando l’Audi. Poi si è ribaltata anche la motrice. Ho preso una botta tremenda ma sono uscito sanguinante dalla cabina. Mi è andata fin troppo bene. E ho visto che cosa avevo combinato. L’auto grigia non si è fermata, la stanno ancora cercando”. Non si metterà mai più al volante di un mezzo pesante, conclude.

 

© Riproduzione riservata
Commenti