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Scommesse, Paoloni respinge le accuse nella conferenza stampa a Civitavecchia

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Marco Paoloni respinge ancora le accuse. Il 27enne di Civitavecchia, nel corso della conferenza stampa organizzata questa mattina, lunedì, all’hotel San Giorgio della città laziale (dove ha l’obbligo di dimora) ha ribadito pubblicamente quanto ha già affermato nel corso degli interrogatori dopo l’esplosione della vicenda calcioscommesse. L’ex portiere della Cremonese, difeso dagli avvocati Luca Curatti (di Cremona), Emanuela Di Paolo e Paolo Rodella, spinge affinché la sua figura venga “riabilitata”. Ha affermato di non aver mai “venduto partite” e non aver mai “fatto male a nessuno”.

Su di lui “molte falsità” sarebbero state dette nelle ultime settimane. Ha parlato della sua esperienza in carcere e ai domiciliari (“un incubo”) e si è detto tranquillo per i procedimenti penali e sportivi che lo coinvolgono. Vuole tornare a giocare (anche se rischia una lunga squalifica) ma più di tutto vuole difendere l’immagine sua e della famiglia. Sulla somministrazione dell’ansiolitico Minias ai giocatori della Cremo in occasione della partita contro la Paganese (14 novembre 2010) ha ripetuto di non avere responsabilità, e ha parlato anche del rapporto con un altro indagato, Massimo Erodiani, pescarese e gestore di punti di scommesse. Paoloni, in questo caso, ha detto che se non l’avesse conosciuto non si sarebbe mai trovato nell’inchiesta.

Mercoledì, intanto, ci sarà il via del processo sportivo nella Commissione disciplinare nazionale. Già l’8 agosto potrebbe esserci la sentenza di primo grado. Tra i tesserati deferiti c’è anche lo stesso Paoloni e tra le società figura la Cremonese, per responsabilità oggettiva.

IL FUTURO

Intanto i progetti per il futuro abbondano. “Mi hanno proposto di partecipare ad una trasmissione televisiva, mi ha contattato un’emittente locale. Lo farei per proteggere la mia immagine che e’ stata danneggiata”. “Poi”, ha concluso, “voglio fare il testimonial contro il gioco compulsivo: tanti ragazzi rischiano di farsi sfuggire la situazione dalle mani”.

BUFFONE LASCIA IL CALCIO

Sul calcioscommesse ha parlato in conferenza stampa anche Giorgio Buffone, ex ds del Ravenna, che ha colto l’occasione per dare l’addio al mondo del calcio. “La sofferta decisione è il frutto di una profonda riflessione che mi ha portato a comprendere che nel mondo del calcio non c’è spazio per persone ingenue come me”, ha detto. “Il sistema che la Procura della Repubblica di Cremona ha scoperto”, ha spiegato Buffone, “era noto probabilmente a tanti, se non a tutti, nel mondo del calcio. Personalmente ne sono rimasto sempre fuori, fino al giorno in cui non ho ritenuto di poter contribuire a risollevare le sorti e le finanze del Ravenna Calcio che in quel periodo versava in situazione economica disastrosa. Gli eventuali proventi del meccanismo che si tentò di imbastire non erano destinati né a me, né ad altre persone direttamente legate alla società Ravenna Calcio. Sarebbero stati destinati solo a risollevare le finanze della società”. “Desidero una volta per tutte ribadire”, ha concluso Buffone, “che ciò che è avvenuto, o meglio, di cui si è solo parlato senza che avvenisse, non è il frutto della mia esclusiva volontà e responsabilità”. Mercoledì, al processo sportivo, l’ex ds del Ravenna non ci sarà. Ad essere presenti saranno solo i suoi legali, gli avvocati Alessandro Petrillo e Monica Rossi. “Visto l’attuale quadro dei fatti”, ha spiegato Petrillo, “Buffone rischia più da quello della giustizia sportiva che da quello penale”.

 

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