Commenta

Processo calciosciommesse: gli avvocati difendono Paoloni Ora è attesa per la sentenza

parata

Marco Paoloni, per il quale è stata chiesta la radiazione, oggi era presente davanti alla commissione disciplinare. Nella terza giornata del processo sportivo sul calcioscommesse era in aula con la moglie Michela Spinelli. All’hotel Parco dei Principi hanno preso la parola i suoi tre avvocati, Paolo Rodella, Emanuela di Paolo e Luca Curatti (di Cremona). Il primo ha sottolineato la situazione personale del portiere di Civitavecchia (nella foto). Dai debiti contratti con il gestore di punti di scommesse pescarese, Massimo Erodiani, alle pressioni che sarebbero seguite. Rodella parla di un Paoloni che millanta contatti e conoscenze con calciatori davanti a Erodiani e al dentista Marco Pirani. E di pronostici spacciati dal 27enne per risultati sicuri, con la speranza di risolvere così la sua difficile condizione economica. “Molti però non si realizzano e la sua situazione si complica”, anche alla luce del coinvolgimento di altri scommettitori che Rodella definisce sconosciuti a Paoloni.

“Non immune da censure” la condotta di Paoloni. Il legale continua, però, affermando che Paoloni nella vicenda si è spacciato sia per Corvia che per Quadrini (entrambi calciatori) per avvalorare la sua credibilità. Assenti o solamente sporadici, prosegue l’avvocato, i contatti con gli altri tesserati accusati di associazione per gli illeciti sportivi.

Sulla stessa linea anche l’avvocato Di Paolo, che parla ancora di Paoloni e delle sue proposte di risultati su cui scommettere: i più probabili. Quanto alla richiesta di sanzione: “Sproporzionata”.

Il legale Curatti fa invece riferimento alla questione Minias, ossia l’avvelenamento dei giocatori della Cremonese nella partita con la Paganese del 14 novembre 2010, per il quale Paoloni si è sempre detto estraneo. Per Curatti non ci sono elementi in grado di confermare il coinvolgimento del 27enne. Nessuno, secondo l’avvocato, avrebbe mai consegnato il Minias con una ricetta in copia (è firmata dal dentista Pirani, ndr), inviata via fax, e arrivata il giorno prima della partita in una tabaccheria di Cremona. Il farmacista, secondo Curatti, si sarebbe dovuto informare sulla ricetta in copia. “Una cosa del genere – afferma inoltre l’avvocato – non si mette in piedi con una ricetta a nome della moglie (compare infatti il nome di Michela Spinelli, ndr)”. Il legale parla anche dei contatti cercati da Erodiani con il dg della Cremonese Turotti, dai quali emergerebbe “l’astio nei confronti di Paoloni” del pescarese.

Con la terza giornata si è chiusa la fase dibattimentale del procedimento sportivo. La commissione disciplinare è giunta poi a riunirsi in camera di consiglio. Ora è attesa per la sentenza di primo grado. Arriverà all’inizio della prossima settimana, molto probabilmente martedì.

 

IL SECONDO GIORNO DEL PROCESSO SPORTIVO

La difesa della Cremonese ha già preso la parola nella prima giornata del processo sportivo, mercoledì. Si è detta sorpresa della richiesta di penalizzazione considerato il coraggio del direttore generale Sandro Turotti (nella foto) nella denuncia alla procura cremonese, con il relativo obbligo di segreto nei confronti della giustizia sportiva legato alla necessità di non compromettere le indagini. Mentre si avviava alla chiusura la seconda giornata davanti alla commissione disciplinare, però, è intervenuto direttamente Turotti. “Abbiamo sempre tenuto un basso profilo – ha dichiarato dopo essere stato contattato -, non abbiamo mai giudicato nessuno e non abbiamo mai parlato male di nessuno. Ora però ci troviamo di fronte questa richiesta di penalizzazione di nove punti, e ci è sembrato giusto parlare della nostra posizione”. Il dirigente grigiorosso ha sottolineato il fatto che la Cremonese è parte offesa: “Abbiamo subito un avvelenamento (quello di Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010, ndr), abbiamo perso diversi punti e un po’ tutta la situazione ci ha visti danneggiati. Adesso nonostante tutto la Cremonese si trova a essere trattata come tutte le altre squadre. Che senso ha tutto questo? La società è pronta ad andare fino al Consiglio di Stato per un’assoluzione completa”.

L’istanza degli avvocati di Marco Paoloni è stata intanto accolta dal gip Guido Salvini. Venerdì, alla terza giornata del processo sportivo, potrà essere presente anche il portiere, per il quale vige ancora l’obbligo di dimora a Civitavecchia. Potrà quindi prendere parte all’udienza davanti alla commissione disciplinare nella giornata in cui è previsto l’intervento della sua difesa. C’è ancora attesa, invece, per la risposta del giudice sull’istanza di libertà piena per il 27enne (nel frattempo è stata comunque fissata per il 17 agosto l’udienza presso il Riesame). Lo stesso giudice aveva precedentemente respinto l’istanza con cui la difesa chiedeva per Paoloni il permesso di partecipare al ritiro dei grigiorossi a Spiazzo (essendo nella rosa). La società, è da precisare, non aveva però chiamato il portiere per il ritiro, in quanto giudicato impossibilitato in virtù dell’obbligo di dimora. Per Paoloni, si ricorda, Palazzi ha chiesto la radiazione. E’ stato deferito per “associazione finalizzata all’illecito sportivo; illecito o tentato illecito sportivo per Monza-Cremonese, Cremonese-Paganese, Spal-Cremonese, Benevento-Viareggio, Benevento-Cosenza, Taranto-Benevento, Atalanta-Piacenza, Inter-Lecce, Benevento-Pisa, Siena-Sassuolo; violazione del divieto di scommesse per Monza-Cremonese”

 

L’INTERVENTO DI MARINO BARTOLETTI

Al telefono con Cremona Oggi il noto giornalista Marino Bartoletti commenta la vicenda del calcioscommesse e, in particolare, la situazione della Cremonese. Sul deferimento, dopo la denuncia del dg Sandro Turotti che ha permesso di dare il via all’inchiesta, Bartoletti si esprime così: “E’ ingiusto, in linea di principio. La giustizia sportiva è molto severa. Comunque la Cremonese uscirà con la testa alta” (ASCOLTA LA TELEFONATA).


LE DIFESE DI SOCIETA’ E TESSERATI

Mancanza di prove o assenza di elementi chiari nelle intercettazioni. Ruota attorno a questi due concetti la difesa di tesserati e società manifestata a Roma durante il secondo giorno del processo sportivo sul calcioscommesse, diretta conseguenza dell’inchiesta cremonese ‘Last Bet’. Il Piacenza tramite il suo avvocato sottolinea di essere squadra danneggiata e chiede l’assoluzione. Mancherebbero elementi sufficienti per provare gli illeciti commessi dall’ex Cremonese Carlo Gervasoni, suo tesserato. Mentre il legale di Bellavista chiede l’assoluzione per l’illecito associativo: non ci sarebbe la volontà di prendere parte a tale associazione. La difesa di Quadrini è incentrata su presunte conversazioni compromettenti con Paoloni, e si rilancia affermando che i due parlerebbero esclusivamente di debiti personali.

Così si muovono gli avvocati dello Spezia, che sottolineano l’estraneità dei dirigenti liguri. Si parla di presunti 15mila euro in arrivo da Spezia in una delle intercettazioni, ma la difesa spezzina, riprendendo la telefonata tra il gestore di punti di scommesse pescaresi Massimo Erodiani (tesserato per il calcio a 5) e il collaboratore del Viareggio Gianfranco Parlato nella quale si fa menzione della somma, parlano di contenuti, soprattutto nella seconda parte della conversazione, che escluderebbero chiaramente il coinvolgimento della società.

Discorso diverso per il legale della Triestina, la quale, come parte terza, chiede il ripescaggio in vista di un eventuale retrocessione dell’Ascoli. In questo caso vengono criticate le richieste di sanzioni per le squadre, giudicate troppo leggere come nel caso di Ascoli, Atalanta, Piacenza e Ravenna considerato il quadro emerso nell’indagine.

Giunto al patteggiamento Daniele Deoma (tecnico): un anno e venti giorni per lui, anziché un anno e nove mesi come richiesto da Palazzi.

 

© Riproduzione riservata
Commenti