Con la musica techno di Okgiorgio cala il sipario sulla decima edizione del TRF 2026
Finito il lavoro per l'associazione "Gli amici di Robi" è tempo di bilanci, con la testa già diretta verso al nuova edizione
Circa 15mila ingressi, tre serate, due artisti di fama nazionale e una manifestazione che, anche quest’anno, si conferma un vero e proprio must di settore, non solo all’ombra del Torrazzo ma in tutto il territorio.
Dopo i concerti di Ditonellapiaga e TonyPitony, le sonorità techno di Okgiorgio hanno chiuso in bellezza la decima edizione del Tanta Robba Festival 2026.
All’anagrafe Giorgio Pesenti, il producer bergamasco classe ’96 ha collaborato negli anni con esponenti di spicco della musica italiana come Pinguini Tattici Nucleari, Loredana Bertè, Carl Brave e Fulminacci. Per lui, il concerto di sabato ha rappresentato un gradito ritorno sul main stage del TRF a distanza di pochi anni. Ad aprire la serata sono stati “Kimono” e il gruppo “Prima stanza a destra“.
Ad ogni modo, per il Tanta Robba questa è un’edizione simbolica, festeggiata a dovere con ingressi gratuiti e diverse novità.
La kermesse, lanciata nel 2016 dall’associazione “Gli amici di Robi“, torna così alle sue origini, forte però dell’esperienza accumulata sul campo nel corso del tempo.
“Gli spettatori sono arrivati non solo dal Nord Italia, ma da tutto il Paese; abbiamo registrato un’ottima affluenza — spiega Ayoub Nfaoui, presidente dell’associazione —. Siamo davvero molto contenti di queste serate con artisti di prima punta. Il richiamo era forte, ma finalmente Cremona ha ospitato qualcosa di grande, che speriamo possa continuare nel tempo. Chiudiamo in bellezza un decennio e speriamo di aprirne un altro ancora migliore”.
E proprio i volontari sono stati il pulsante dell’intera macchina organizzativa con l’assistenza agli spettatori in ogni momento, sia davanti sia dietro le quinte.
“L’obiettivo di quest’anno — aggiunge il presidente — era quello di tornare a essere accessibili a tutti, garantendo al contempo un servizio all’altezza dell’evento. Direi che, insieme ai 120 volontari, siamo riusciti a garantire la sicurezza e la perfetta riuscita della manifestazione. Per me quei ragazzi sono 120 amici: quando ci vediamo, costruiamo qualcosa per gli altri mettendoci tutto il nostro orgoglio. Il nostro scopo è dedicare tempo alla città e alle persone, e farlo col sorriso. E questo si vede”.
Un grande momento di festa dove, tuttavia, non sono mancate le critiche, in particolar modo legate al corposo finanziamento da 100mila euro concesso dal Comune di Cremona.
“Posso capire le critiche, perché da un grande evento derivano grandi responsabilità e, di conseguenza, anche discussioni. Il nostro obiettivo resta quello di garantire la sicurezza e i servizi. Per questo i riscontri, anche negativi, sono sempre ben accetti se servono a migliorarci anno dopo anno: io sono qui per ascoltare“.
Alla fine però cala il sipario anche sull’edizione numero dieci del TRF; mentre le luci si spengono e il pubblico defluisce, per gli organizzatori è tempo di bilanci e, soprattutto, di guardare ai nuovi progetti per il futuro.
“Per il futuro abbiamo le idee ben chiare — conclude il presidente con una piccola anticipazione —: il Parco al Po potrebbe presto essere una nostra ex casa”.