Commenta

Luci Cremona: «Al campo Coni, venti piante sane rischiano di essere abbattute

Egregio direttore,

dopo tante smentite poco convinte ecco finalmente la verità sulla sorte delle piante del Campo Coni di Via Postumia. E’ prevista a breve la realizzazione di un impianto Indoor tra il rettilineo opposto alle tribune e la rete di recinzione di via Campestre che richiederà l’abbattimento di circa 20 piante, che rappresentano la parte migliore della struttura, quasi tutte sane. Questo nuovo impianto fa parte della ‘Città dello sport’, voluta dal ‘solito’ ‘Mecenate ‘ ad uso e consumo della ‘sua’ squadra di calcio, che, con la ‘solita’ deroga alla normativa vigente che mai nessuno negherebbe ad un Mecenate, ha potuto costruire (con soldi suoi) tutto il complesso. Senza entrare nel merito della utilità della struttura, facciamo notare che nell’area concessa alla ‘Città dello sport’ c’era spazio sufficiente per costruire almeno un paio di impianti indoor senza togliere un solo fusto. Chi manterrà poi la struttura, che ha costi di gestione molto alti? Tanto per fare un esempio nella vicina Castenedolo c’è un impianto analogo, ora fatiscente, che il Comune della provincia bresciana fatica a mantenere aperto per i costi di gestione (circa 300 euro al giorno per riscaldamento ed energia elettrica) e manutenzione ordinaria. La struttura fu edificata nel periodo in cui Magdalen Martinez viveva li ed era finalista Olimpica e Mondiale, non ci risulta, purtroppo, la presenza di atleti di tale calibro a Cremona.Tra l’altro ci sono molte cose che al Campo scuola richiederebbero un intervento immediato, oltre alla pista costantemente soggetta a lavori di manutenzione ma con il ” peccato originale ” di essere totalmente impermeabile e quindi piena di pozzanghere dopo poche gocce di poggia. Senza grandi spese si potrebbe riparare, nello spogliatoio maschile, uno sciacquone del water che da gennaio è guasto (segnalato spesso a chi di dovere dai frequentatori della struttura) e versa inutilmente centinaia di litri d’acqua direttamente nella fogna. Da un paio di mesi nello stesso bagno c’è un lavandino con un manicotto guasto che fa uscire acqua, sprecata pure quella. Quando si capirà che prima di costruire il superfluo è indispensabile far funzionare quello che già esiste e svolge una importante funzione sociale?

LUCI Cremona

© Riproduzione riservata
Commenti