Commenta

Il disastro del Consorzio liutai ha origini antiche: dal 2007 contestazioni Cna senza alcuna risposta

liuteria

Non si placa la polemica sul Consorzio liutai Antonio Stradivari. Anzi, la Cna, a dimostrazione che la polemica di questa settimana non è nata improvvisamente, rende pubblico un documento del febbraio di 4 anni fa con il quale si rimarcavano alcune situazioni critiche  che non hanno mai avuto alcuna risposta. “Dopo gli articoli e le dichiarazioni apparse sulla stampa, ci sembra doveroso rimarcare  che la presa di posizione di CNA, non è nè improvvisa, nè inspiegabile. – affermano alla Presidenza della Cna Le questioni  poste sul  tappeto  non sono  nate l’altro  ieri , ma sono iniziate  più  di  dieci  anni  fa  e  , per maggior chiarezza, affidiamo alla stampa il documento fatto da CNA nel febbraio 2007. Purtroppo le cose  non sono  cambiate . Ed in effetti il documento di rottura uscito in questi giorni, in alcune parti, ricalca esattamente quello vecchio di quattro anni”. Ecco il documento del febbraio 2007


Per la tutela e la promozione della liuteria cremonese

Cremona 22 febbraio 2007

In occasione del rinnovo delle cariche sociali, è doveroso, da parte nostra, esprimere una valutazione sull’attività di questi ultimi anni di vita del Consorzio Liutai A.Stradivari di cui siamo stati promotori e fondatori.

Il presupposto che fecero nascere il Consorzio sono ben noti a tutti ; il Consorzio era orientato ed incentrava il suo DNA sulla necessità di creare uno strumento pensato e realizzato per rispondere alla esigenza di trasparenza del mercato con l’introduzione di un Marchio collettivo Cremona Liuteria nel cui regolamento ci fossero clausole severe per il suo utilizzo ad evitare ogni possibile commercializzazione di strumenti altrui o la lavorazione di seconde produzioni e contraffazioni.

Il Consorzio era nato con l’intendimento di garantire l’acquirente, con assoluta trasparenza , che lo strumento acquistato doveva :

  • rispondere ad alcune caratteristiche ,
  • fosse identificabile, sempre, esibendone prova documentale.
  • Offrire garanzie di trasparenza

Il marchio e la certificazione con archiviazione SIAE hanno certamente contribuito in ciò ma, nel tempo probabilmente sono state sottovalutate le iniziative di diffusione del marchio non esercitando i dovuti controlli di rispondenza ai protocolli di vigilanza sul suo utilizzo .

Oggi infatti abbiamo certificato con il marchio Cremona Liuteria centinaia di strumenti senza avere prova documentale della loro aderenza al regolamento del marchio stesso.

 

Questo ha ingenerato la diffusa sensazione che questo marchio poteva può essere aggirato come e quando si vuole.

Ha portato confusione sul mercato ingenerando il falso concetto che tutta la liuteria cremonese è quella rappresentata dal marchio Cremona liuteria , ben sapendo, invece, che non tutta la qualità della liuteria cremonese è rappresentata all’interno del Consorzio .

Senza una adeguata e puntuale operazione di trasparenza è accaduto che il marchio Cremona liuteria si è identificato con l’assioma provenienza = qualità , cosa che non poteva essere, ed il mercato infatti lo ha colto .

Il mercato infatti non ha percepito,salvo rari casi, l’importanza del marchio tanto che la stragrande maggioranza degli strumenti cremonesi vengono venduti privi di marchio.

Questo contraddice nei fatti lo spirito del Consorzio e del Marchio Cremona Liuteria, che anche attraverso le associazioni aveva espresso, fin dal suo nascere, a chiare lettere la necessità di dare una risposta al bisogno di tutela vera ed autentica , di promozione della liuteria cremonese con marchio di autenticità e provenienza , una risposta che fosse incisiva ed inequivocabile senza possibilità interpretative o confusioni.

Nel ricordare quanti siano stati i passi avanti compiuti dalla struttura, soprattutto con la Presidenza del dott. Auricchio , non riusciamo a dimenticare le ingenti risorse investite che a nostro giudizio non trovano sufficiente giustificazione nei risultati .

Sono stati costruiti progetti e sono state investite risorse con effetti di scarsa portata .

I risultati appaiono poco lusinghieri se ancora oggi dopo anni di progetti e di iniziative il Marchio è :

  • male interpretato,
  • ha insufficientemente inciso sul valore degli strumenti.

A ciò si aggiunge che:

  1. Al Consorzio aderiscono neanche il 50 % delle botteghe di Cremona
  2. troppi soci del Consorzio non usano il marchio
  3. gli strumenti marchiati sono una decisa minoranza rispetto a quelli prodotti dai soci
  4. il marchio non viene percepito come valore aggiunto dai compratori anzi spesso è ignorato
  5. non è percepito come valore aggiunto da numerosi liutai cremonesi
  6. non ha assunto l’autorevolezza desiderata sul mercato .

Secondo noi servono azioni che invertano questa tendenza e che riescano a coagulare attorno al patrimonio della liuteria cremonese e della sua città tutte le idee e le forze disponibili per armonizzare un contesto che offra al compratore di strumenti musicali prodotti Cremona la certezza e la trasparenza sul fatto che:

    1. chi ha prodotto lo strumento è un artigiano o appartiene ad una bottega cremonese
    2. lo strumento è unico prodotto con le proprie mani
    3. la quantità prodotta di strumenti dal singolo liutaio sia certa e certificata
    4. si rifà ai canoni della scuola cremonese

In questo riteniamo che il Consorzio debba sviluppare la sua efficacia diversificando le proprie iniziative per tutelare l’originalità della produzione di strumenti musicali cremonesi con azioni positive che in assoluta trasparenza e con fermezza , determinino le condizioni perché sia senza ombra di dubbio certo che :

  1. gli strumenti vengono prodotti a Cremona.
  2. la certificazione passi da una certificazione degli strumenti (ormai collaudata) alla certificazione e alla tutela del costruttore.
  3. tutti gli strumenti prodotti dal liutaio sono certificati ovvero , che tutti gli strumenti prodotti dal liutaio sono documentalmente prodotti in proprio .
  4. i protocolli di applicazione del marchio sono verificati in modo serio e scrupoloso .

 

appare infatti ormai non più dilazionabile il momento in cui la produzione cremonese esca dall’ambiguità e sempre più punti alla tutela della produzione di qualità e non della quantità e per questo non solo auspichiamo ma crediamo che tutte le forze disponibili vengano messe in campo perché :

  • tutti gli Enti e le Istituzioni ,anche su pressione del Consorzio e delle associazioni di categoria , in un quadro che identifica la provenienza degli strumenti musicali prodotti a Cremona e provincia, individuino un soggetto coordinatore che governi i progetti di marketing e i processi di promozione di tutta la Liuteria cremonese

Appare dunque non più rinviabile un riposizionamento del ruolo del Consorzio affinché vengano distinte funzioni proprie e caratteristiche quali la promozione da quelle della certificazione.

Con questo documento intendiamo infatti avviare un dibattito e costruire azioni che portino alla definizione del ruolo di certificatore da quelle di promotore della Liuteria cremonese affidando il corretto ruolo agli enti ed alle istituzioni che naturalmente , per vocazione , in una ottica di razionalizzazione delle competenze e delle risorse , sono chiamate ad esercitare .

CNA Cremona

Unione Artigianato Artistico

Associazione Liutai Cremonesi

 

© Riproduzione riservata
Commenti