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Perché LGH è così lontana dal livello di remunerazione del capitale investito dai suoi competitor primari?

Egregio Direttore,

sui bilanci degli enti locali incombe la mannaia dei tagli della manovra finanziaria straordinaria e gli amministratori pubblici debbono fare ogni sforzo possibile per assicurarsi maggiori entrate e contenimento dei costi a compensazione dei tagli, pena la riduzione dei servizi ai cittadini.

Perciò le partecipazioni degli enti locali nelle società di servizi assumono un valore determinante in questa fase acuta di ricerca di risorse.

Ma per evitare il rischio dell’autoreferenzialità , occorre guardarsi intorno, vedendo come si sono attrezzati i nostri vicini.

Per esempio, ciascun azionista di A2A , la maggiore tra le multiutilities quotate sul mercato italiano, il cui capitale è detenuto per il 27,5 % ciascuno da Comune di Milano e Comune di Brescia, e la parte restante dal mercato, ha ricevuto un dividendo pari a 0,06 euro per azione lo scorso 23 giugno a cui si sommerà il prossimo 24 novembre un dividendo addizionale non ricorrente pari ad ulteriori 0,036 euro per azione.

A fronte di un prezzo medio per azione nel primo semestre 2011 di 1,134 euro, si tratta di un rendimento lordo annuo per i risparmiatori dell’8,46 %. Rispetto al capitale sociale di A2A e al valore nominale delle azioni, pari a 0,52 euro ciascuna , valore di carico delle amministrazioni di Brescia e di Milano, per queste ultime il ritorno finanziario balza al 18,46 %.

Ovvio che il confronto corra subito a LGH , la holding di servizi nella quale il comune di Cremona detiene una partecipazione nel capitale sociale ,tramite AEM S.p.a, pari al 30,915 %.

A fronte di un bilancio i cui principali indici non sono molto dissimili dal colosso A2A , visto che il business è il medesimo, seppur facendo le debite proporzioni, gli 8 milioni euro di dividendi complessivamente distribuiti ai soci da LGH nel 2010, rapportati al capitale sociale, rappresentano uno striminzito 4,78 %.

La differenza di redditività e di restituzione ai cittadini delle risorse introitate tramite l’erogazione dei servizi, rispetto ad A2A, balza agli occhi. Con una politica dei dividendi come quest’ultima, il Comune di Cremona, tramite AEM S.p.a , incasserebbe, rispetto ai circa 3 milioni e trecentomila euro di dividendi del 2010, ben 10 milioni e ottocentomila euro nel 2011.

Cioè oltre sette milioni di euro in più a compensazione dei tagli decisi dal Governo.

Domanda : perché LGH, nonostante i proclami e gli aumenti di capitale e dei compensi agli amministratori, è così lontana, a conti fatti, dal livello di remunerazione del capitale investito dei suoi competitor primari?

 

Orazio Adorni
Gianmario Beluffi

 

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