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TALENTI CREMONESI ALL’ESTERO (5) Roberto Pescatori, brand manager a Parigi «Sono partito per lavoro e per cuore Se fossi rimasto, avrei aperto un bar»

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Parigi è la quinta tappa della rubrica Talenti cremonesi all’estero. Qui vive Roberto Pescatori, 29 anni, Senior Brand Marketing Manager di una multinazionale di prodotti per la casa. Come Luca Bertarini, Fabio Garavelli, Matteo Forloni e Matteo Dembech, anche Roberto ha fatto la scelta di lasciare Cremona. I motivi? Per una parte di natura professionale, per l’altra di cuore.

Dopo il liceo Roberto Pescatori, si è trasferito a Milano per l’università. E’ rimasto nel capoluogo lombardo per cinque anni, «ma tornavo spesso se non spessissimo a Cremona», ricorda. Ha lasciato ufficialmente la Bassa più di quattro anni fa. Destinazione Parigi, dove attualmente vive e lavora in pianta stabile. E’ Senior Brand Marketing Manager per una multinazionale di prodotti per la casa, cioè si occupa della vita di un prodotto: concezione, lancio sul mercato, pubblicità, packaging, promozione. «Una volta terminati gli studi – racconta – ho avuto voglia di fare nuove esperienze, vedere cose nuove, un nuovo paese e una maniera di diversa di lavorare e, perché no, di vivere. Sono sempre stato di natura curiosa, e a dir la verità l’idea di cercare lavoro a Cremona non mi é nemmeno passata per la mente. La scelta di Parigi é stata semplice e, come spesso accade, guidata dal cuore: la mia ragazza dell’epoca era francese, quindi non avevo molta scelta. La scommessa, comunque, é stata vincente visto che ci sposiamo l’anno prossimo».
Stando nelle terre d’oltralpe lo sguardo sull’Italia non è dei migliori, soprattutto da un punto di vista professionale. «In Italia – dice Roberto – c’è una mentalità, che rispetto a quella di altri paesi europei, é molto chiusa. Per esempio in ambito ambito lavorativo: in Italia se non conosci la persona giusta o se non hai fatto un minimo di anni al tuo posto, ti puoi scordare la promozione. All’estero, invece, é il merito che premia». E Cremona? «Su Cremona in particolare – prosegue – direi che é una città tranquilla, a misura d’uomo, dove é facile vivere. Come tutte le città di questo tipo però, soprattutto per i giovani, rischia di essere un  po’ morta, sia a livello di opportunità lavorative che di avvenimenti culturali. Non mi stupisce che molti abbiano voglia di partire…magari per tornare più in là nel tempo».
La quotidianità di Roberto è cambiata enormemente dopo il trasferimento a Parigi («troppo complicato e lungo da spiegare in due righe…mi limitero’ a dire che mangio molte più baguette e bevo molto più champagne di prima!»). Un vero e proprio salto di qualità, dato che – per ora – di ritorno alle origini neanche se ne parla. «Tornerei a vivere a Cremona? Sinceramente no. Prima di tutto perché a livello lavorativo non avrei praticamente sbocchi, e in secondo luogo perché a livello di vita, almeno da quello che sento dai miei amici, Cremona non é proprio il massimo del dinamismo. Il lato positivo di Cremona é che é una città tranquilla, ma per ora non é quello che cerco». Rimpianti per la scelta fatta, dunque, non ce ne sono. «Mi mancano la famiglia, gli amici e le abitudini e (chissà!) forse un giorno tornerò a vivere in Italia, ma la cultura francese non é molto diversa da quella italiana e poi a Parigi non c’é proprio il tempo di annoiarsi!».
Altro che prodotti per la casa, se Roberto fosse rimasto a Cremona avrebbe aperto un’attività. «Una cosa è certa: se non fossi partito, in Italia non avrei potuto ricoprire l’incarico professionale che ho adesso e immagino avrei aperto un bar: un sogno nel cassetto che ho da parecchi anni in comune con i miei amici. Ma mai dire mai!».

Se siete o conoscete cremonesi all’estero che vogliono partecipare alla nostra rubrica, scrivete a redazione@cremonaoggi.it.

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