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Indiani da bergamini a imprenditori E i Sikh guardano al mercato immobiliare

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Una comunità in forte crescita quella degli indiani. Comunità che tra un paio di giorni potrà festeggiare, proprio in provincia di Cremona, l’inaugurazione del tempio Sikh più grande d’Europa (guarda il video). Si trova a Pessina Cremonese e le sue porte si apriranno ufficialmente, con una grande celebrazione, domenica, in via Madre Teresa di Calcutta (strada per Torre de Picenardi). Si diceva, una collettività in espansione. Più che raddoppiata nel nostro territorio la loro presenza. Scorrendo i dati del settore statistica della Provincia, gli indiani residenti qua da noi erano 3.248 nel 2003. E con una crescita costante nel corso degli anni hanno raggiunto quota 6.913 nel 2010 (ultimo rilevamento disponibile). In Italia, e nel Cremonese, la loro indole di gran lavoratori li ha portati per lo più nelle campagne. Consolidata, nel comune pensiero, l’associazione tra la comunità indiana Sikh e la figura del bergamino. Ciò risponde al vero, ma con il passare degli anni anche altre sfere lavorative hanno accolto, o meglio, si sono appoggiate alla voglia di fare di queste persone.

Un’immigrazione stabile, che da singoli membri di una famiglia è arrivata all’inserimento nel nostro contesto sociale di interi gruppi di parenti. Grandi risparmiatori. Molti di loro gestiscono queste somme di denaro in comune, attraverso società ad hoc. Ci sono le rimesse nel paese d’origine, ma anche flussi di denaro che raggiungono il nostro territorio (assieme a familiari inizialmente rimasti in India) per contribuire al finanziamento delle attività di chi si è messo in proprio. E in questo ultimo periodo si assiste anche ad un altro fenomeno: investimenti nel mercato immobiliare. Soprattutto nelle campagne, con indiani disposti ad utilizzare i loro risparmi per acquistare abitazioni o addirittura, in qualche caso, un’intera cascina.

Sono giovani e arrivano dalla regione del Punjab. Singh Gurwinder e Singh Amanpreet (a sinistra) hanno rispettivamente 26 e 20 anni. Sono fratelli e sono il classico esempio di integrazione e di quell’evoluzione con cui gli indiani si sono affrancati dal ruolo che li voleva esclusivamente in campagna. Abitano a Ostiano, uno dei paesi della provincia cremonese dove il radicamento degli indiani è più forte. Cremonaoggi dopo aver prestato attenzione alla costruzione del tempio di Pessina, ha cercato di avvicinarsi a questo nuovo modello presente nella comunità. E ha scelto di ascoltare i giovani. Due ragazzi che da poco tempo hanno preso in gestione il distributore di benzina Total di via Milano. “Siamo in Italia da 11 anni”, ci spiega Amanpreet (a destra) dopo averci accolto nel piccolo ufficio del distributore. “Io ho studiato all’Itis – continua, è giovane ma molto sicuro – e qui mi sono sempre trovato bene. Mi sento integrato e la scuola mi ha aiutato in questo”. “Mio fratello
– prosegue Amanpreet – è sposato, ha un figlio e negli ultimi anni ha lavorato. E’ stato in fabbrica, come nostro padre, e ha fatto il camionista”. “Ci è capitata l’occasione di prendere in gestione il distributore e dagli inizi di giugno abbiamo cominciato qui in via Milano. Abbiamo anche l’autolavaggio, di proprietà. Va molto bene. Volevamo avere e fare qualcosa di nostro”. Inevitabile toccare l’argomento tempio di Pessina. “Se ne sentiva il bisogno. Se ci sarò domenica? Certo. Per noi non è solo un luogo religioso. E’ anche un posto dove semplicemente incontrarci. Arriveranno molti indiani dalle province vicine quel giorno”.

 

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