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TALENTI CREMONESI ALL’ESTERO (7) Marco Marcotti, 35 anni, da New York: «Torno dopo aver raggiunto i miei obiettivi con un sogno che sa di Pianura Padana»

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Continua la rubrica Talenti cremonesi all’estero, il reportage dei ragazzi di Cremona che hanno scelto di trasferirsi in altri paesi o continenti. Ancora una volta la meta scelta sono gli Stati Uniti. Dall’Arizona con Martina Siena a New York con Marco Marcotti, 35 anni, Vice Presidente Senior Clean Fuels.

«Sono fiero di poter dire che ho mantenuto il rito della colazione come quando vivevo in Italia: niente uova strapazzate o bacon come fanno gli americani, ma mi manca la pasta fresca, il fantastico tiramisu di mia mamma e sopratutto frutta e verdura che sanno di qualcosa. Qua tutta la frutta è bellissima ma poi manca il sapore». Comincia così, mettendola sulle malinconie culinarie Marco Marcotti. Ha 35 anni, da sette è via da Cremona. Ha vissuto in diversi paesi, Olanda, poi Francia e infine a New York. «L’ultimo spostamento è stato il più drastico visto che non ho le stesse opportunità di tornare e sopratutto vista la differenza di orari che riduce le possibilità di interagire con familiari e amici. Purtroppo quando mi sveglio in Italia è primo pomeriggio e quando finisco di lavorare è già mezzanotte». Marco ha lasciato la Bassa per via del lavoro («per quello che volevo fare non c’erano opportunità nella realtà cremonese», dice) e ora è Senior Vice President di Clean Fuels. Da oltreoceano il giudizio su Cremona è schietto: «Cremona è una città a misura d’uomo, che purtroppo soffre troppo del campanilismo dei suoi amministratori. Ciò causa una chiusura verso nuove opportunità».
«Mi piacerebbe tornare a vivere a Cremona – confessa -, ma solo dopo aver ottenuto quello che voglio e che purtroppo non posso ottenere nella realtà di Cremona e nemmeno in quella italiana. Sono contento della mia scelta: ho avuto l’opportunità di conoscere persone fantastiche in questi anni, ho imparato a convivere con culture completamente diverse dalla mia, ho vissuto in città che hanno un grande fascino e ti conivolgono al 100%. L’unico rammarico è nn poter essere parte integrante della vita dei mie famigliari e dei miei più cari amici, è brutto nn poter star vicino alle persone a cui vuoi bene!». Lontano, dunque, ma con un sogno nel cassetto che sa di pianura: «Probabilmente – conclude – se fossi rimasto avrei continuato e sviluppato l’attività di famiglia che, comunque, rimane un sogno nel cassetto, forse quello per cui presto tornerò nella pianura padana».

Se siete o conoscete cremonesi all’estero che vogliono partecipare alla nostra rubrica, scrivete a redazione@cremonaoggi.it.

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