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Ocrim, contratti con Gheddafi per 150milioni: adesso si spera nella conferma con i ribelli

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Mentre si sbriciola il regime di Muammar Gheddafi e si allontanano i tempi del baciamano di Berlusconi al leader libico, c’è anche una grossa azienda cremonese tra quelle che restano in attesa di capire quale sarà il futuro del paese nordafricano, in virtù di contratti e investimenti precedenti allo scoppio della guerra civile e all’intervento armato occidentale. La situazione sembra ora cominciare a schiarirsi. Ci sono le parole dei ribelli, che cercano di rassicurare. Il Consiglio nazionale transitorio è propenso a onorare i contratti che coinvolgono l’Italia e domani il suo numero uno incontrerà a Milano il premier Berlusconi. Non c’è solo il petrolio negli affari delle 130 aziende italiane, come l’Eni, che operano in Libia. Scorrendo i dati della Camera di Commercio Italafrica Centrale si trova anche la meccanica industriale, si trova anche la Ocrim, la cui sede centrale è a Cremona in via Massarotti.

L’azienda cremonese aveva siglato un contratto da 150milioni di euro per la costruzione di alcuni silos. Adesso si può cominciare a guardare con un pizzico di fiducia in più al futuro. Dall’incontro di domani tra Berlusconi e Mahmoud Jibril, primo ministro del governo transitorio, potrebbero arrivare nuove certezze in grado di rimettere in moto gli affari.

 

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