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TALENTI CREMONESI ALL’ESTERO (8) Michele Pisaroni, 23enne in Olanda: «Restando mi sarei dovuto accontentare»

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Approda in Olanda l’ottava puntata della rubrica Talenti cremonesi all’estero. Dopo aver dato spazio all’esperienza di Martina Siena in Arizona e a quella di Marco Marcotti a New York è il turno del 23enne Michele Pisaroni, Project Engineer in una multinazionale a Rotterdam.

Michele Pisaroni, 23enne cremonese di nascita, dopo le superiori in città, vivendo poco oltre il Po in territorio emiliano, si è spostato a Milano per studio e da qui, passati tre anni, è arrivato al trasferimento all’estero. Dallo scorso settembre vive a Delft, nell’Olanda meridionale. Per lui un Master of Science in Aerodynamics con specializzazione in FSI (Fluid structure interaction). E parallelamente è Project Engineer in una multinazionale americana a Rotterdam, che dista pochi chilometri da Delft. «Ho lasciato Cremona e l’Italia in generale – spiega – perché per il mio settore, ovvero l’aeronautica, le possibilità, i fondi a disposizione, le aspettative e l’università in particolare, non avrebbero potuto minimamente soddisfare le mie aspettative lavorative e accademiche». Michele continua, comunque, a tenere uno sguardo sul nostro territorio: «Mi informo sempre, e anche più volte al giorno, delle vicende politiche, economiche e sociali, sia locali che nazionali, tramite internet». Ma non ha intenzione di tornare qui a vivere: «Cremona è la città in cui ho studiato e in cui ho passato la mia adolescenza, per questo la ricordo con molto affetto. Tornerò sempre, ma solo per brevi periodi. Non sarei in grado di viverci. Non potrei mai soddisfare le mie esigenze lavorative, culturali, accademiche e di divertimento». Michele è soddisfatto della strada estera che ha intrapreso. L’Olanda potrebbe comunque essere solo una tappa provvisoria: «Sono molto contento della scelta fatta. Magari nei prossimi anni cambierò paese o continente, ma non credo che farò ritorno in Italia». «Se fossi rimasto a Cremona – conclude-  mi sarei dovuto adattare e mi sarei dovuto accontentare di un lavoro e di un’università che non sentivo capaci di soddisfare le mie richieste. Per di più sapendo che a un’ora di aereo avrei potuto trovare ciò che da noi manca».

Se siete o conoscete cremonesi all’estero che vogliono partecipare alla nostra rubrica, scrivete a redazione@cremonaoggi.it.

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