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Parco dell’Adda, i vandali del motocross da Rivolta a Pizzighettone danni a sponde, ponticelli e piante

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Controlli a tappeto del Parco Adda Sud contro i vandali del motocross. Da Rivolta a Boffalora, da Lodi a Castelnuovo, lungo le piste ciclopedonali dell’area protetta lungo il fiume dallo scorso aprile le guardie ecologiche volontarie hanno registrato un boom di danni alle sponde, ai ponticelli, alle piante e ai terreni causati dalle ruote dentate, dai salti e dalle sgommate dei motociclisti.

«Sui nostri sentieri, oltre 200 chilometri su tutto il territorio, si può andare solo a piedi, in bicicletta e a cavallo proprio per garantire il rispetto della natura, la fruibilità da parte di tutti e anche la sicurezza delle famiglie – spiega Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud – purtroppo da qualche mese si sono moltiplicate le segnalazioni di gente che passa in moto a forte velocità, usa i terreni e i percorsi per fare salti, sgommate, corse, danneggiando sia i percorsi naturali che disturbando i visitatori che invece correttamente vanno a piedi alla scoperta del nostro ambiente e che si ritrovano invece affiancati dai fumi di scarichi di queste moto e magari investiti da raffiche di polvere e pietrisco scatenate dal passaggio dei bolidi a due ruote. Così non si può certo andare avanti».

Per questo il Parco Adda Sud ha organizzato, con oltre 60 guardie ecologiche, una serie di verifiche sulle piste ciclopedonali, con riprese fotografiche dei mezzi scoperti a passare illegalmente e posti di controllo “volanti” ogni mezz’ora su tutto il territorio. Inoltre – dicono al Parco Adda Sud – verrà rinnovata la collaborazione, con le forze dell’ordine per intensificare i controlli. Intanto già alcuni di motociclisti sono stati fermati e multati e nei loro confronti sono già state attivate dal Parco le procedure per addebitare i danni causati sul percorso naturalistico di Rivolta – Boffalora, oltre la sanzione amministrativa prevista per legge.

«Stavolta però non ci limiteremo alla semplice sanzione amministrativa – spiega ancora Gori – infatti a quelli che verranno fermati imputeremo anche i danni causati ai percorsi naturali e si tratta di migliaia di euro. Il Parco Adda Sud è un bene pubblico a disposizione dei cittadini e come tale va tutelato, non possiamo lasciare che venga rovinato per il gusto di qualche motociclista che non vuole rispettare le regole».

 

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