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Frana il Pdl, defenestrato il capogruppo in Comune Domenico Maschi al suo posto Federico Fasani

EVIDENZA-pdl

(nella foto Fasani e Maschi)

 

Domenico Maschi è stato defenestrato. Da oggi alle 13,05 non è più capogruppo del Pdl in Consiglio comunale. Otto consiglieri su tredici hanno apposto la loro firma al documento di sfiducia e di scelta del nuovo capogruppo che è l’architetto Federico Fasani (area Cl), il vice è Sergio Padovani. I firmatari sono: Carlalberto Ghidotti, Carlo Zani, Federico Fasani, Roberto Borsella, Leonardo Siri, Laura Anni, Sergio Padovani e Giorgio Everet. Tra i firmatari manca Mirella Marussich attualmente negli Stati Uniti ma che ha fatto sapere di condividere la scelta. Del gruppo Pdl  rimangono fuori dalla scelta della sfiducia lo stesso Maschi, Luca Grignani, Giovanni Panvini, Marcello Ventura. E ovviamente tutti i consiglieri assessori: Carlo Malvezzi, Roberto Nolli, Francesco Zanibelli, Luigi Amore, Irene Nicoletta De Bona. In mattinata Padovani ha cercato di convincere Maschi a dimettersi e di fronte al rifiuto del capogruppo, ecco la svolta con la sfiducia.

Finora è stato inutile cercare di parlare con Domenico Maschi o con la parte del Pdl rappresentata dagli ex An, bocche cucite per non creare smottamenti ulteriori nella coalizione che regge il Comune.

A Domenico Maschi dai 9 consiglieri del Pdl (ma anche da Andrea Vacchelli e da Giacomo Zaffanella del gruppo misto che pure avevano sottoscritto la lettera di protesta per le nomine effettuate da Perri) imputano il fatto di non aver difeso il gruppo sottoscrivendo anch’egli la lettera della maggioranza dei suoi consiglieri e di non aver compiuto un solo passo ufficiale nei confronti del sindaco per fargli consultare il consiglio prima di effettuare le nomine.

Da parte dei 9 firmatari del Pdl si sottolinea che non c’è nessuna intenzione di rottura nei confronti di Perri ma solo la necessità di fare chiarezza dentro al gruppo consigliare. Vista dall’esterno la vicenda pare invece si possa inquadrare meglio con il detto popolare: parlano a nuora perché suocera intenda. Dove la suocera, che comanda, è evidentemente il primo cittadino.

 

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Commenti
  • elia

    Tutto nasce perché Albertoni visto che il centro sinistra aveva perso le elezioni, dopo due anni di grazia ricevuta da Perri non ha avuto la dignità di fare un passo indietro, è dura mollare le poltrone naturalmente quelle retribuite, anche se potrò sembrare patetico , vorrei informare i poltronari di professione che il sottoscritto 15 anni fa era presidente del consiglio di istituto eletto in 2 scuole superiori cittadine APC e ENAUDI dove studiavano i miei figli, non ho mai preso una lira, ho partecipato per circa 8 anni a tutte le riunioni e per presenziare prendevo il permesso dal lavoro, non retribuito. sono consapevole che per molti politicanti sono stato un povero fessacchiotto , che ha impegnato centinaia di ore senza prendere una lira. ma questo attaccamento alle poltrone denota da troppi anni che ci si scanna non per partecipare alla vita democratica, ma semplicemente per guadagnare facile, facile tramite la sponsorizzazione politica che è dura a morire.
    Elia Sciacca

  • Triste, ma inevitabile, logica conseguenza della testardaggine di Perri.
    Forza Federico, grazie Domenico.

  • Bozzini Giovanni

    aldilà delle considerazioni personali, che sono sempre rispettabili, un conto è fare il Presidente d'Istituo un conto è amministrare un'azienda con qualche un bilancio come quello dell'AEM. Penso che Albertoni abbia la sufficente capacità professionale per assolvere all'incarico affidatogli. Per una volta a prevalso la competenza e non l'appartenenza.

    • Bozzini Giovanni

      la fretta della scrittura scrittura mi impone due correzioni sul bilancio dell’AEM e su una “h” dimenticata. chiedo scusa.

    • elia

      caro Bozzini sappi che il sottoscritto è laureato in ingegneria è stato supervisore di una centrale nucleare, e negli ultimi anni di lavoro su nomina dell’amministratore delegato della Sogin ha rivestito il ruolo di capo sito di un deposito nucleare in Italia e avevo rapporti con la comunità europea dell’euratom, e quindi come vedi penso che avrei potuto fare tranquillamente il presidente dell’AEM, ma purtroppo o per fortuna non avendo mai avuto sponsorizzazioni politiche, per le aziende partecipate, mi sono limitato e ne sono orgoglioso di fare il presidente di 2 consigli di Istituto cittadino. che tradotto significa che Albertoni se non avesse avuto la sponsorizzazione politica sarebbe rimasto a fare certamente con grande competenza il ragioniere vita natural durante .