3 Commenti

Irregolare (quindi nulla) la nomina di Fasani come capogruppo Pdl in Comune Caos totale nel centrodestra

evidenza-fama

(Nella foto a sinistra Fasani, a destra Maschi)

La procedura per la sostituzione del capogruppo del Pdl non è stata corretta. La notizia è iniziata a filtrare intorno alle 17 dopo una verifica effettuata dal presidente del consiglio comunale Zanardi e  dal segretario comunale Criscuolo. Il golpe di fine agosto preparato a casa Borsella, mangiando pane e salame, da otto consiglieri (più un nono aderente, la Marussich che però era negli Stati Uniti) che prevedeva la sostituzione di Maschi con Fasani è andato in bianco per ragioni formali. Una figuraccia che dimostra il livello a cui è arrivata la politica cremonese. Non si era comunque mai visto che un capogruppo venisse sfiduciato e ne venisse nominato un altro  dopo un incontro privato, in una casa privata, e senza convocare ufficialmente l’intero gruppo consiliare come vuole la prassi. Ma quello che contrasta con l’articolo 15 del regolamento comunale non è tanto la sfiducia (a maggioranza) nei confronti di Maschi quanto piuttosto la nomina di un nuovo capogruppo senza che ci sia la convocazione (e la firma) di tutto il gruppo consigliare.

L’atto di sfiducia al capogruppo Domenico Maschi (prima assessore in pectore, poi presidente del consiglio, capogruppo ed ora consigliere semplice senza alcun gallone) e la sua sostituzione con Federico Fasani, vicino a Cl non è riuscito. Maschi è stato sfiduciato ma, da regolamento, il nuovo capogruppo è il consigliere anziano, dunque Carloalberto Ghidotti e non Fasani come indicato “cui pée sòta al tàavol” la scorsa settimana.

Maschi appartiene orgogliosamente agli ex An, così come altri tre consiglieri (Grignani, Panvini e Ventura), tenuti all’oscuro della riunione.  I firmatari della mozione di sfiducia sono stati: Carlalberto Ghidotti, Carlo Zani, Federico Fasani, Roberto Borsella, Leonardo Siri, Laura Anni, Sergio Padovani e Giorgio Everet. Dentro il Pdl cremonese, com’è noto,  la guerra è aperta da tempo. La componente aennina è particolarmente robusta in città (esprime, tra l’altro, due assessori di peso – Nolli, De Bona -, il presidente di Linea Group Andrea Pasquali, l’assessore provinciale e vice coordinatore provinciale del partito Chiara Capelletti e il coordinatore cittadino Pdl Ugo Carminati) e da tempo sta attuando un braccio di ferro con la componente Rossoni-Jotta che, specialmente sulle nomine, è arrivata a scontri durissimi con loro e con il sindaco Perri, sempre difeso dagli ex An.

Cosa succederà adesso? Probabilmente i contras non molleranno e chiederanno la convocazione del gruppo Pdl per formalizzare la nomina di un nuovo capogruppo ma ce li vedete gli ex An sottoscrivere la sostituzione di Maschi con Fasani? Giovedì è previsto il faccia a faccia dei tredici firmatari della lettera al sindaco con la protesta sui criteri delle nomine e lì Perri potrebbe far pesare il suo ruolo e chiedere addirittura il ritiro della sfiducia a Maschi.

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • germana

    Berlusconi docet…. la chiamano “semplificazione” perchè evita la lentezza di far esprimere opinioni, ben sapendo che saranno inascoltate…. E’ la politica delle deleghe in bianco, della non rappresentanza degli elettori, della elezione come vittoria più che come impegno verso la collettività, insomma dell’arroganza e della sua pochezza.

  • Se i nove mantengono il loro impegno, cosa cambia nella sostanza, Fasani verrà insediato qualche giorno dopo. Con buona pace dei sacerdoti della forma….

  • elia

    la politica locale sta perdendo sempre più credibilità ,povera Cremona sempre più isolata ,immobile e scevra ai cambiamenti .