Un commento

A Cremona e in tutta la Lombardia bollette salate per le aziende: 1.808 milioni di euro più che nel resto Ue

energia

Bollette salate per le aziende lombarde, cremonesi comprese. L’Italia ha il primato negativo in Europa per la bolletta elettrica più costosa a carico delle imprese. La Lombardia è la regione più penalizzata, con 1.808 milioni di euro di divario di costi rispetto alla media Ue, seguita dal Veneto con un gap di 800 milioni di euro, dall’Emilia Romagna con 711 milioni e dal Piemonte con 677 milioni.. I dati provengono da una rilevazione di Confartigianato. La classifica provinciale vede al primo posto – per il più ampio divario di costi per le imprese rispetto alla media europea – il capoluogo lombardo, con un gap di 448 milioni di euro. Milano è seguita da Roma (365 milioni euro), Brescia (356 milioni euro), Torino (276 milioni euro) e Bergamo (230 milioni euro).
Cremona si inserisce nel quadro delineato per le imprese del Nord, il cui conto risulta essere più salato rispetto alle aziende del Centro e del Mezzogiorno con una spesa complessiva di 4.615 milioni di euro in più rispetto ai loro colleghi dell’Ue.
Se, in media, ogni azienda italiana paga l’energia elettrica 1.776 euro all’anno in più rispetto agli imprenditori europei, questo gap si allarga a 3.151 euro per ogni impresa del Friuli Venezia Giulia, a 2.708 euro per ciascuna impresa della Sardegna, a 2.208 euro per ogni azienda della Lombardia, a 2.187 euro per ciascuna impresa della Valle d’Aosta. A seguire, per un imprenditore dell’Umbria il divario è di 2.164 euro l’anno, mentre per ogni impresa del Trentino Alto Adige il gap annuo è di 2.036 euro.

IN ITALIA
In linea generale, l’Italia ha il primato negativo in Europa per la bolletta elettrica più costosa a carico delle imprese. I nostri imprenditori, infatti, pagano l’energia il 31,7% in più rispetto alla media UE. Tradotto in denaro si tratta di un maggiore costo di 7.939 milioni di euro l’anno, equivalenti a circa mezzo punto del valore aggiunto. Per ciascuna azienda italiana significa un esborso di 1.776 euro in più all’anno rispetto ai competitor europei,
A  gonfiare la bolletta energetica delle imprese contribuisce la pressione fiscale che incide per il 22,7% sul prezzo finale dell’elettricità. Anche in questo caso l’Italia detiene il record negativo nell’Ue: le imposte sull’energia ammontano a 31.750 milioni di euro l’anno e sono più alte del 23% rispetto ai Paesi dell’Eurozona. Questo significa che cittadini e imprese italiani pagano la tassazione sull’energia 6,1 miliardi in più ogni anno rispetto alla media europea.

Sul fronte fiscale per le piccole imprese il gap con l’Europa è ancora più ampio: in valore assoluto il peso del fisco sui consumi di energia delle aziende in Italia è il più alto d’Europa ed è maggiore del 134,1% rispetto alla media Ue.

Per abbassare il costo dell’energia, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini sollecita «riforme strutturali che aprano alla vera concorrenza i settori dell’elettricità e del gas, puntino sull’efficienza energetica e sull’uso di fonti rinnovabili, consentano di ridurre e riequilibrare la pressione fiscale sul prezzo dell’energia che grava soprattutto sulle piccole imprese».

Costo energia elettrica delle imprese : il divario con l’Europa per regione
anno 2010 – divario con costo medio area euro
regione Consumi GWh Gap costo  

regione-Ue in mln di euro

Classifica Gap costo  

impresa regione–Ue

Classifica % del valore aggiunto Classifica
Piemonte 19.654 677 4 1.979 9 0,62 11
Valle d’Aosta 764 26 20 2.187 4 0,78 4
Lombardia 52.513 1.808 1 2.208 3 0,64 8
Trentino Alto Adige 4.912 169 13 2.036 6 0,57 14
Veneto 23.240 800 2 1.986 8 0,62 10
Friuli Venezia Giulia 8.022 276 11 3.151 1 0,88 2
Liguria 4.316 149 16 1.129 18 0,38 18
Emilia Romagna 20.637 711 3 1.852 10 0,59 12
Toscana 15.181 523 6 1.558 15 0,56 15
Umbria 4.422 152 15 2.164 5 0,80 3
Marche 5.498 189 12 1.435 16 0,52 16
Lazio 15.338 528 5 1.249 17 0,34 20
Abruzzo 4.849 167 14 1.739 11 0,68 7
Molise 1.067 37 19 1.698 13 0,64 9
Campania 11.008 379 9 1.099 19 0,45 17
Puglia 12.603 434 8 1.720 12 0,72 6
Basilicata 2.083 72 18 2.011 7 0,72 5
Calabria 3.113 107 17 954 20 0,36 19
Sicilia 12.696 437 7 1.586 14 0,58 13
Sardegna 8.686 299 10 2.708 2 1,03 1
Nord 134.059 4.616 2.041 0,62
Centro 40.438 1.392 1.449 0,46
Sud 56.103 1.932 1.547 0,61
ITALIA 230.600 7.939 1.776 0,58
Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Terna 

 

Prezzi energia elettrica per le imprese:  

il gap con l’Europa nel II sem. 2010

prezzi al netto di Iva – euro/100 kWh; media ponderata con i consumi
Paese prezzo
Eurozona 10,9
Italia 14,3
gap 3,4
gap % 31,7
Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat e Aeeg
La pressione fiscale sull’energia
anno 2009 – % del PIL
Paese % del PIL
Eurozona 1,7
Italia * 2,1
Germania 1,9
Francia 1,5
Spagna 1,3
gap Italia-Eurozona 0,4
gap imaggiori imposte per energia (milioni) 6.079
maggiori imposte pro capite per energia (euro) 100,27
Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea


 

 

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Commenti
  • giusto conti

    Vi consiglio di rifare i conti con i costi di acqua e rifiuti che pagano le aziende in Europa, vredrete che tutto cambia.
    Va detto però che i salari dei lavoratori sono molto più alti negli altri paesi che in Italia, perciò pesano meno.