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Prime prese di posizione dei politici sullo sciopero di Alex Corlazzoli I contributi di Zelioli (Pd) e Torchio

EVIDENZA-corlazzoli

Prime prese di posizione dei politici sullo sciopero della fame di Alex Corlazzoli, maestro precario, giornalista e scrittore, che da martedì pomeriggio protesta davanti al Provveditorato per l’assegnazione di un incarico di 16 ore la settimana, corrispondente a 700 euro mensili.

IL CONTRIBUTO DI ZELIOLI (PD)

La scuola sta per ricominciare. Nel caos, nella rabbia, nella frustrazione di tutti i suoi docenti e lavoratori che vedono la situazione nella sua crescente drammaticità, nell’ansia dei genitori che vedono i loro figli sempre più ostaggio di una legge come quella Gelmini che taglia ferocemente risorse, orari, personale.

Un collega della scuola primaria, precario come tanti, troppi insegnanti di questo Paese, ha iniziato la sua forma estrema di protesta davanti alla sede dell’Ufficio Scolastico territoriale di Cremona: lo sciopero della fame. Per gridare che questo sistema non può continuare, che la scuola non è una guerra tra poveri, che i bambini e i ragazzi che sono il lavoro dei docenti non sono numeri, ma volti, storie, famiglie, futuro.

Che il lavoro è dignità. Esprimiamo la più viva solidarietà  a questo collega e alla sua lotta, facendo tutto il possibile a tutti i livelli affinchè la politica serva il Paese e non gli interessi di qualcuno, in modo che la scuola sia il luogo in cui si realizzi l’art.3 della Costituzione e non l’umiliante serie di tagli che in questi anni e in questi giorni, sulla pelle dei docenti e degli studenti, distruggono il futuro del nostro Paese.

Rossella Zelioli
Segreteria prov.le PD- responsabile scuola

IL CONTRIBUTO DI TORCHIO (LISTA TORCHIO)

Al termine dell’iter delle manovre correttive, nonostante alcune modifiche che hanno attenuato gli effetti inizialmente paventati, negli ultimi due anni la nostra Provincia avrà subìto il taglio complessivo di parecchie decine di posti di lavoro nella scuola, tra personale docente e non docente. Per il nostro territorio, è come una crisi aziendale di grandi proporzioni; se si fosse trattato di un’azienda privata, si sarebbero messe in campo tutte le azioni consentite. In questo caso, invece, vige il silenzio.

Non solo: anche chi non viene “tagliato” è spesso costretto a lavorare secondo contratti poco dignitosi, con pagamenti in ritardo e senza le minime garanzie che credevamo acquisite. Tutto questo comporta una obiettiva riduzione della qualità di un servizio, quello scolastico, che è da sempre la misura stessa della civiltà di un Paese.

Per queste ragioni, la Lista Torchio manifesta la propria incondizionata solidarietà a quegli insegnanti precari che sono giunti all’estrema protesta dello sciopero della fame: essi lottano per i loro diritti, ma lottano anche per una scuola migliore. E una scuola migliore è un diritto di tutta la comunità.

Lista Torchio

 

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