Un commento

Corlazzoli incontra il direttore Colosio: «Ha promesso che verrà con noi all’incontro col Ministro Gelmini»

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E’ durato un’ora l’incontro all’Istituto Stanga di Cremona tra Alex Corlazzoli, maestro precario in sciopero della fame per protestare contro un incarico da 16 ore la settimana e 700 euro mensili, e il direttore scolastico lombardo Giuseppe Colosio, a Cremona per l’inizio del nuovo anno. Il maestro è stato accompagnato da una piccola delegazione costituita dal rappresentante sindacale Flc Cgil Maria Teresa Perin e da altri due precari Matteo e Viviana. «E’ andata discretamente – ha commentato Alex . Il direttore si è detto disponibile a prendersi l’impegno di farci parlare direttamente con il Ministro Gelmini e ha accettato di accompagnarci all’appuntamento». Due i punti di contatto trovati tra la delegazione di precari e Colosio: la necessità di predisporre l’organico di fatto entro luglio per accelerare anche la sistemazione degli insegnati precari e la questione formazione on-line. «Ci sono corsi di formazione su internet – ha detto Alex – che consentono ai docenti di accumulare punteggi e salire in graduatoria. Anche il direttore Colosio è concorde nel modificare il decreto ministeriale 44 che di fatto avvalla questa pratica».
Nessun punto di accordo per quanto riguarda le ore vacanti. «Noi – ha proseguito Corlazzoli – vorremmo che le ore vacanti non venissero date agli istituti che seguono proprie graduatorie, ma tornassero in capo al Provveditorato. Colosio ha definito questa nostra proposta una battaglia persa e autolesionista».
Sospeso lo sciopero dalla fame, dopo l’incontro con Colosio, Alex Corlazzoli ha promesso di continuare la battaglia. «Non mi accontento di promesse – ha detto -, voglio vedere i risultati. Tra qualche giorno telefonerò al direttore per sentire se ha preso appuntamento col Ministro».

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Commenti
  • Guido Regonelli

    Bene ha fatto Corlazzoli a sollevare il problema dei corsi on-line che con le leggi attuali permettono di ricevere più punti di una seconda laurea o di una specializzazione universitaria come la SISS. Da anni la formazione proposta dalle singole scuole invece non porta nessun punteggio, così come non vengono valutate esperienze lavorative in altri campi educativi. Purtroppo questo vergognoso business della formazione on-line ha portato i docenti precari a conformarsi ad un meccanismo che li rende oggetto di sfruttamento (si pagano dai 700 euro in su all’anno) e contemporaneamente tristemente competitivi rispetto ai colleghi, considerati avversari da superare in graduatoria.
    Il mercato doveva entrare nella scuola? I risultati al momento sono tagli al personale, alla formazione dei docenti e sviluppo incontrollato del conflitto orizzontale.