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Formazione, Cremona registra un calo Imprese in aumento in Lombardia

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Cremona in controtendenza mentre in Lombardia cresce il business della formazione. Nel territorio regionale le imprese che offrono corsi crescono del 6% in un anno, passando da 1.593 a 1.689 e posizionando la regione al primo posto in Italia. Protagonista l’aggiornamento e la formazione professionale con quasi 1.270 attività dedicate, ma anche i corsi di lingua, 245. Le più impegnate Milano e Brescia con, rispettivamente, 905 e 163 imprese seguite da Bergamo (132) e Varese (112). Sprint di Lodi: +14,3% in un anno. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2011 e 2010. Confrontando i dati di questi due anni, risultati negativi si registrano solo a Sondrio (in coda, -17%), Lecco (-3,4%) e Cremona (-9,5%). Da noi 38 le imprese attive nel 2011, mentre erano 42 nel 2010.

 

Altri servizi di istruzione nca Corsi di formazione e corsi di aggiorn. professionale Scuole e corsi di lingua Altri totale 2011 totale 2010 Var. 

2011/10

BERGAMO 4 92 24 12 132 128 3,1%
BRESCIA 3 121 18 21 163 153 6,5%
COMO 1 44 13 14 72 66 9,1%
CREMONA 0 27 6 5 38 42 -9,5%
LECCO 0 21 2 5 28 29 -3,4%
LODI 0 13 2 1 16 14 14,3%
MANTOVA 0 33 4 5 42 37 13,5%
MILANO 17 710 123 55 905 848 6,7%
MONZA E BRIANZA 4 70 26 7 107 96 11,5%
PAVIA 1 46 8 5 60 56 7,1%
SONDRIO 0 11 2 1 14 17 -17,6%
VARESE 4 79 17 12 112 107 4,7%
Lombardia 2011 34 1.267 245 143 1.689 1.593 6,0%
Lombardia 2010 38 1.179 234 142
var.2011/2010 per settore -10,5% 7,5% 4,7% 0,7%
Italia 211 8.547 1.383 1.053 11.194 10.634 5,3%

Elab. Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2011 e 2010

 

 

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Commenti
  • germana

    preoccupante, da qualsiasi punto di vista si guardi al dato. Preoccupante se è conseguenza della disoccupazione, ancor più peoccupante se il motivo è che le imprese del territorio non credono nell’utilità della formazione …. naturalmente dipende anche dal tipo di formazione offerta. Speriamo che a preoccuparsi sia anche chi potrebbe intervenire per tentare di invertire la tendenza, e non solo persone come la sottoscritta che sentono la necessità di esprimere un parere per scontento o per indignazione