Un commento

Il magistrato Dambruoso: «Resta il pericolo del terrorismo individuale La nostra arma è una sola: l’integrazione degli islamici»

http://www.youtube.com/watch?v=roWqGHdnCxQ

Il magistrato Stefano Dambruoso, capo dell’Ufficio per il coordinamento dell’attività internazionale del Ministero della Giustizia, uno dei massimi esperti di terrorismo in Italia, è arrivato a Cremona nel tardo pomeriggio. Impegnato nella presentazione del suo libro dal titolo “Un’istante prima”, scritto con Vincenzo R. Spagnolo, volume sui cambiamenti del terrorismo fondamentalista in Europa dieci anni dopo l’11 settembre. L’appuntamento è stato organizzato dalla Società Filodrammatica Cremonese nell’ambito della rassegna “Filo diretto”. Prima l’audizione nella Sala dei violini del Comune e, poi, la conferenza al teatro Filo. Sul palco, insieme a Dambruoso, il magistrato Guido Salvini e Stefano Zurlo, giornalista del Giornale in una vera e propria intervista pubblica.

Dambruoso è stato Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano. Il settimanale americano Time lo ha nominato nel 2003 “Personaggio dell’anno”, per il suo “coraggio professionale dimostrato nella caccia al Terrore”. Ecco l’intervista rilasciata a Cremonaoggi in Piazza del Duomo a Cremona. «Il rischio terrorismo resta alto – dice Dambruoso al microfono di Cremonaoggi -, soprattutto per quanto riguarda il terrorismo individuale. La nostra arma vincente per combatterlo può essere una sola: l’integrazione degli islamici».

(nella foto Salvini, Zurlo e Dambruoso)

 

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Commenti
  • GIORGIO MANTOVANI

    Anima e cuore del Filo, uomo che non gronda importanza, che quando dal palco deve presentare usa parole semplici, e che tuttavia crea una bella immagine della vita culturale cittadina.
    Il dieci, presentati da Stefano Zurlo, punta del Giornale, han fatto due chiacchiere alla buona Dambruoso, magistrato esperto di terrorismo internazionale, e il nostro Salvini, di quello interno, invitati, appunto, da Mantovani, con l’aiuto del semprepresente, se si tratta di fare, Agostino Melega.
    Due ore filate senza noia, malattia tipica delle conferenze, tocchi descrittivi e puntate nel profondo, per presentare l’ultimo libro di Dambruoso sul fondamentalismo islamico e le sue imprese. Che non sto a ripetere, troppo lungo e poi ci penseranno i nostri giornali, solo una conferma alle, ahimè, dolenti note che avevo scritto mesi fa al tempo di Ruby.
    Stefano Zurlo: la Procura di Milano non ignorava le trame terroristiche, anzi, aveva fatto un mare di intercettazioni, che però per mancanza di tempo (!!) venivano sbobinate dopo anni !! quando è il suo turno Dambruoso, all’epoca sostituto procuratore a Milano, conferma, giustificando: i miei colleghi non avevano intuito il pericolo.
    Permettete due giudizi su certi giudici: per registrare e , dio sa come, far pubblicare il giorno dopo da Repubblica i sospiri di Ruby tra le lenzuola di B, non mancano tempi e mezzi, per il terrorismo internazionale, eh beh…..
    Giustificano tra mille lacrime, registrando a strascico, l’invasione del privato, ma la Giustizia lo vuole, ma se poi queste registrazioni le sbobinate dopo anni qualcosa, converrete, non quadra.
    Per chiudere, al mio fianco il solito comunista, mentre Zurlo parlava dell’incomprensibile differenza di trattamento tra Ruby e i terroristi, grugniva: ma tas de lè.

    Cremona 11 09 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info