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L’utopia della “Secessione” e l’arroganza dell’on. Reguzzoni

Il “Senatur”, a Venezia, a conclusione della annuale manifestazione liturgica dal sapore vagamente teutonico-pagano dell’ampolla d’acqua, aveva riesumato con furbizia politica l’ultima cosa di un certo peso per cercare di mantenere unito il popolo leghista: il mantra della Secessione della Padania. Ovviamente, badando ad invocarla per via democratica.
Il Gruppo di riflessione politica “il frantoio”, chiedendo scusa ai lettori e alla direzione di questo giornale per la sua sovraesposizione in questo “caldo” periodo, non può tacere di fronte alla ignoranza costituzionale dell’intervento dell’on. leghista Marco Reguzzoni. Questi, a fronte del sacrosanto commento critico del Presidente Napolitano in risposta alla richiesta leghista di Secessione, oggi ha detto: «…. il popolo è sempre sovrano e quindi è l’unica figura che è sempre sopra il Capo dello Stato.». Appena fattogli notare che costituzionalmente (art. 87) Giorgio Napolitano “rappresenta l’unità nazionale”, vorrei anche ricordargli, visto che ha chiuso la frase dicendo che «Il popolo ha sempre diritto di dire la sua », che se oggi il “popolo” andasse a votare, la maggioranza cui egli appartiene, Pdl e Lega, sarebbe mandata a casa “con infamia”. Ma, in rapporto all’invocata Secessione, vediamo anche qualche numero di questo “popolo” uscito, non da qualche sondaggio, ma contato dalle urne. Nelle elezioni del 1996, quando cioè la Lega si presentò non in alleanza con Berlusconi, ma da sola (interessante, no?), nel “Nord padano” (dal Piemonte al Friuli) essa incassò il 26%; alle Regionali del 2010, nel solo Lombardo-Veneto, roccaforte della Lega, è arrivata al 30%. E stiamo parlando di percentuali sui “voti validi”, non di tutto il corpo elettorale. Parlando invece di indagini demoscopiche, sempre a proposito di Secessione, un’indagine del giugno 2011 (“Atlante Politico” di Demos) alla domanda “Il Nord e il Sud dovrebbero dividersi e andare ciascuno per conto suo?” il totale nazionale del campione era d’accordo per il 12%, con un 14% nel Nord Ovest ed un 26% nelle regioni del Nord Est (Emilia Romagna esclusa per non mortificare la media), mentre i soli elettori leghisti avevano risposto affermativamente per il 40%. Meno del 50%!
Insomma, chiedere oggi la “Secessione” è come abbaiare alla Luna. on. Reguzzoni mediti prima di parlare, mediti.


Il Gruppo di riflessione politica “il frantoio”
Benito Fiori

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Commenti
  • LA LEGA E GLI ALTRI

    Insisto: la Lega dice male tante cose vere, che si possono condividere o no, ma non siedono tra le nuvole. Premetto: non mi va il federalismo, che adesso invoca anche la sinistra, tanto per mendicare qualche voto, e preciso. Mi potrebbe andar bene tra Lombardia, Veneto e Piemonte, regioni simili perché da sempre ben curate e amministrate, fin dall’impero Austroungarico, non tra Nord e Sud, povero e malmesso perché dal 1861 abbandonato dallo Stato. Spero sia chiaro, sto facendo una sintesi brutale.
    Non mi va la sua organizzazione interna che, più di un partito, mi ricorda il servizio militare.
    Tanto detto , è ridicolo il continuo stracciarsi le vesti dei benpensanti alla parola “secessione”. Potrei citare molti casi, ma di nuovo una sintesi brutale: quando in pochi anni la Jugoslavia, nostra vicina di casa, si è smembrata in sei Stati, il vostro tifo, signori benpensanti, a chi era rivolto?
    Ultima risposta, sempre brutale, a chi prende il pallottoliere e sostiene: in nessuna regione del Nord la Lega ha mai superato il 50% dei voti, dunque la maggioranza dei cittadini è contraria etc etc….. a voi risulta una percentuale maggiore di patrioti nell’ottocento, quelli che hanno realizzato l’unità d’Italia?

    Cremona 22 09 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Rita