Cronaca
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Finti matrimoni. Marussich: «Per queste celebrazioni non ho preso niente»Il Prefetto sta facendo «verifiche e valutazioni»

La vicenda del consigliere comunale di Cremona Mirella Marussich che celebra finti matrimoni civili per gli invitati in un ristorante fuori città, sollevata dal nostro quotidiano sta suscitando polemiche e discussioni. Il Prefetto, interpellato sulla questione, dichiara che “si stanno adoperando le necessarie verifiche e valutazioni”.

«Sono rimasta molto stupita dall’articolo». Attacca così Mirella Marussich, contattata in merito alla notizia pubblicata da Cremonaoggi sui finti matrimoni. «E’ tutto finto – spiega -. E’ una farsa che facciamo per far in modo che la coppia (che arriva al ristorante già sposata) possa celebrare la propria unione in modo meno asettico di quanto si faccia durante la cerimonia in Comune. La fascia, poi, è finta come tutto il resto: assomiglia al tricolore, ma non è il tricolore. Niente nelle celebrazioni ha valore e io non ho mai detto “In nome del sindaco”. Seguo uno scritto di base che mi sono preparata e leggo gli articoli del codice civile che non sono uguali uguali. Il ristorante offre questa finta cerimonia alle coppie senza aumentare il prezzo del ricevimento e io non ho mai preso niente per queste celebrazioni. Mi ha chiesto di farle il consigliere Marcello Ventura che già lo faceva prima di me, ma adesso non riesce più. Cosa vuole che dica? Ci sono veramente rimasta male: d’ora in poi non celebrerò più matrimoni, né veri, né finti».

Intanto alle dichiarazioni del sindaco Oreste Perri («è stata una goliardata tra amici») e del segretario democratico Titta Magnoli («le istituzioni a Cremona si stanno definitivamente trasformando in un circo»), si aggiunge il commento del capogruppo Maura Ruggeri a nome del gruppo Pd in Consiglio comunale: «Apprendiamo increduli, da notizie pubblicate sul quotidiano online Cremonaoggi che un consigliere, appartenente alla maggioranza del Comune di Cremona, avrebbe usato in forma indebita e privo di qualsiasi autorizzazione, la fascia tricolore del Sindaco per mimare riti civili nell’ambito di feste nuziali organizzate in locali pubblici. Fatti del genere, qualora risultassero veritieri, non possono che lasciare sgomenti per la loro gravità. Se infatti dovesse risultare vero che un Consigliere usa indebitamente la fascia del Sindaco, irridendo il rito del matrimonio civile, l’istituzione Comune rappresentata dal Sindaco e lo stesso tricolore, significherebbe che si è oltrepassato davvero ogni limite e verrebbe sinceramente da chiedersi come sia possibile che il governo della città sia rappresentato da una siffatta classe politica. E’ urgente pertanto un intervento del Sindaco che faccia immediatamente luce sui fatti per dissipare ogni dubbio , tuttavia nel disgraziato caso di una conferma , è al Sindaco che ci rivolgeremo per chiedere quali misure intende assumere per tutelare il proprio onore, quello delle istituzioni , che vengono offese da un esponente della sua maggioranza e quello dell’intero Consiglio Comunale».

 

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