All’Adafa “I colori della vita” dell’artista Serenella Oprandi
La pittrice, che vive e lavora a Bergamo, ha tenuto mostre a livello nazionale e internazionale presentando i suoi lavori a Milano, Roma, Assisi, Parigi, Ginevra, Lugano e Shanghai
S’intitola “I colori della vita” la mostra personale di Serenella Oprandi che si apre sabato 23 maggio alle 17,30 all’Adafa, con l’introduzione del presidente del sodalizio di via Palestro, Fulvio Stumpo, della coordinatrice della commissione artistica Giusy Asnicar, e la presentazione del curatore, Simone Fappanni. L’artista vive e lavora a Bergamo. Dopo la formazione in disegno e olio, ha poi privilegiato l’acquerello, operando sul differente utilizzo dell’acqua e sperimentando differenti tipologie di mescole. Impiega anche altre tecniche, fra cui il carboncino, gessetti, matita, chine, ecoline e acrilici, cui si affida combinandole all’uso dell’acquerello per ottenere particolari variazioni ed effetti.
La pittrice ha anche fatto propria l’idea d’utilizzare l’acquerello lavorando spesso su grandi superfici e di scostarsi con la forma tradizionale del quadro rettangolare, sperimentando forme ellittiche e circolari. Oltre ad aver vinto importanti premi e aver conseguito segnalazioni in vari concorsi, ha tenuto mostre a livello nazionale e internazionale presentando i suoi lavori a Milano, Roma, Assisi, Parigi, Ginevra, Lugano e Shanghai. Rossella Ferrari ha pubblicato il libro Film, una vita dipinta, dedicato alla biografia dell’artista orobica. La personale si configura come un vero e proprio “racconto visivo” in cui il colore assume il ruolo di filo conduttore e strumento di indagine capace di attraversare esperienze, memorie e percezioni.

Le opere presenti delineano una ricerca che si muove tra figurazione e suggestione, con una particolare attenzione al ritmo cromatico e alla relazione tra forma e atmosfera. La selezione dei lavori restituisce una visione articolata, in cui ogni quadro sembra inserirsi in una narrazione più ampia, fatta di richiami interiori e rimandi simbolici «Il pigmento – spiega Fappanni – diventa linguaggio primario», evidenziando una dimensione in cui la pittura si configura come spazio di attraversamento. Le tonalità utilizzate si susseguono creando contrasti e armonie, generando una tensione visiva che invita a sostare davanti alle opere per coglierne le sfumature.
L’impianto espositivo segue una logica che privilegia il dialogo tra i lavori, con accostamenti che mettono in luce affinità e divergenze, contribuendo a costruire un itinerario coerente e allo stesso tempo aperto a interpretazioni personali. «Ogni opera si presenta come frammento di un racconto più ampio», continua Fappanni, suggerendo una chiave di lettura che valorizza la continuità tra le singole composizioni».
La personale è visitabile gratuitamente fino al 4 giugno dalle 17 alle 19 da martedì a domenica; per gruppi e scolaresche anche in altri giorni e orari, su prenotazione. Per informazioni, 0372 24679, 0372 24679.