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Nuovo logo per il Museo del Violino Ora è attivo anche sito web in progress

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Il Museo del Violino ha un nuovo logo. L’intento è assicurare visibilità e immediata riconoscibilità alla realizzazione che sta sorgendo all’interno di Palazzo dell’Arte e che debutterà in occasione di Mondo Musica dove sarà comunicata ai visitatori internazionale la prossima apertura del Museo tramite una apposita installazione all’ingresso della manifestazione. Da oggi sarà anche attivo il nuovo sito web in progress www.museodelviolino.org.

La notorietà e la rilevanza internazionale che Fondazione Arvedi Buschini e Comune di Cremona ritenevano dovessero delinearsi, nell’immagine del Museo del Violino, sono stati i presupposti sui quali si è orientato il lavoro progettuale del graphic designer Corrado Testa che ha inteso creare una soluzione del logo in grado di sintetizzare l’acronimo MdV e il ricciolo di violino in una forma essenziale, strutturalmente declinabile e fortemente caratterizzata.

Le due parti simmetriche e modulari, in cui viene rappresentato il nuovo marchio, suggeriscono un unicum all’esposizione dei concetti di “sintesi” per il lettering MdV e di “forma” per il visual del ricciolo di violino. In sostanza sintesi della forma. Forma che il violino esprime nella sua più alta accezione anche per la forte valenza estetica che gli viene universalmente riconosciuta. In tal senso gli studi e l’approccio artgianal- metodologico di Stradivari (designer ante litteram) anticipano, senza volerlo, ciò che 200 anni dopo saranno per definizione (grazie soprattutto al contributo didattico-divulgativo della scuola tedesca del Bauhaus /1919- 1925) i principi fondanti e quasi dogmatici che riconoscono al “mestiere” del designer (non solo in ambito industriale) anche un ruolo culturale e sociale.

Nel logo la vitalità, la dinamicità e la potenza del suono degli “stradivari” è stata rappresentata dal colore rosso (della lettera V) mentre il mistero e la magia, espressi dall’estetica del nobile strumento (leggi Amati o Guarneri del Gesù) vengono suggeriti dal colore viola (che sottintende la lettera M). Il ricciolo è rappresentato, come si definisce in gergo, a “forma aperta”. Lo si percepisce attraverso un effetto quasi tridimensionale in cui il gioco di luci, ombre e tagli tende anche a raffigurare l’idea di movimento concentrico ondulato. Espressione visiva, questa, che per convenzione simboleggia, tra gli altri, l’emissione di “onde” sonore o molto più comunemente (abbinato al segno di un altoparlante) il livello del volume acustico ad esempio per la tastiera del computer.

Il progetto grafico è sostenuto in parte da un approccio concettuale che Corrado Testa ha condivisonegli ultimi tre mesi con l’architetto Giorgio Palù, progettista del Museo e di Piazza Marconi. Infine, parlando di linguaggio grafico, il logo MdV cita volutamente lo stile che si rifà ai lettering di alcuni dei più importanti musei nazionali e internazionali d’arte contemporanea. Esempio ne sono il Mart di Trento/Rovereto, il MACRO e il MAXXI di Roma o il MoMa di New York. Questo esplicito richiamo ha una sua ragion d’essere. E’ infatti prevista, all’ MdV di Cremona, una sezione dedicata all’esposizione di opere di alcuni dei più importanti e rappresentativi esponenti di arte contemporanea al mondo. Allo stesso modo il profilo, per così dire “cosmopolita” del logo, vuole graficamente sottintendere l’alto livello della programmazione artistica e concertistica che l’Auditorium Giovanni Arvedi -all’interno del Museo- intende organizzare portando nei prossimi anni, a Cremona, alcuni dei più grandi e celebrati interpreti internazionali di musica classica.

 

 

 

 

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Commenti
  • alice

    ma…fa schifo!

  • Daniele

    La piccolezza di Cremona, e non intendo in senso geografico, si vede anche da queste piccole cose..il logo è pessimo!

  • Annamaria Menta

    “Il ricciolo è rappresentato, come si definisce in gergo, a “forma aperta”. Lo si percepisce attraverso un effetto quasi tridimensionale in cui il gioco di luci, ombre e tagli tende anche a raffigurare l’idea di movimento concentrico ondulato. Espressione visiva, questa, che per convenzione simboleggia, tra gli altri, l’emissione di “onde” sonore o molto più comunemente (abbinato al segno di un altoparlante) il livello del volume acustico ad esempio per la tastiera del computer.”

    A parte le possibili battute sul fatto che la grafica del ricciolo in gergo “a forma aperta” (“gergo” di chi?) pare una ‘lisciata’ tanto colossale quanto obbligata (non secondo me), mi ha richiamato alla memoria il T1000, Terminator di acciaio di nuova generazione che si rigenera continuamente….sarà un caso…