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Discarica di amianto, la Provincia valuta la prossima mossa

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La Provincia valuta la prossima mossa e per il momento decide di non esprimersi dopo le esternazioni di Cavenord, che ha annunciato la partenza dei lavori per la discarica di amianto a Cappella Cantone – a novembre – e l’entrata in servizio a marzo 2012 (leggi l’articolo).

Intanto l’ex presidente della Provincia e ora consigliere provinciale, Giuseppe Torchio, continua ribadire la contrarietà all’ipotesi discarica della sua vecchia maggioranza, dopo essere stato tirato in ballo dal presidente di Cavenord Pierluca Locatelli nella conferenza stampa di ieri (“abboccamenti politici”, “incontri informali sin dal 2006 con il Comune di Cappella Cantone e con la Provincia per assicurarci che non vi fossero posizioni ostative al progetto”). “Con riferimento alle accuse lanciate ieri dal presidente di Cavenord – si legge in una nota di Torchio – circa un mai avvenuto incontro con me e la mia Giunta che lo avrebbe ‘rassicurato’ sul progetto della discarica d’amianto, per noi parlano gli atti”. “Allegati alla nota tre documenti approvati dal Consiglio provinciale, e quindi dalla maggioranza che guidavo. Uno di questi fu proposto dalla Lega e modificato da noi: chiedeva che anche per lo smaltimento dell’amianto venisse adottata una ‘pianificazione pubblica’. L’attuale gruppo leghista ha imboccato purtroppo una strada diversa”.

Il primo è un documento iscritto alla seduta del Consiglio del 16 ottobre 2008 si legge, tra le valutazioni del Consiglio provinciale: “ritiene importante (…) la richiesta alla Giunta Regionale di non approvare le modifiche al Piano Provinciale Rifiuti e di conseguenza non dare il via libera al progetto di discarica a Cappella Cantone, ma di rinviare la materia alla Commissione Ambiente della Regione Lombardia dove in audizione dovranno ascoltare le ragioni e le richieste della delegazione cremonese (Provincia di Cremona, Sindaci cremonesi e l’associazionismo)”; “la localizzazione prevista a Cappella Cantone di una discarica di amianto in una cava destinata al recupero agricolo e in un’area ambientalmente molto pregevole, vocata a produzioni agricole di alta qualità e fragile dal punto di vista idrogeologico, peraltro in vicinanza di altra discarica esaurita, è improponibile nel modo più assoluto”; “la Provincia di Cremona è comunque disponibile a valutare un percorso futuro di pianificazione concertato con le altre Province, le Comunità locali e la Regione Lombardia in relazione ad ipotesi per la realizzazione di impianti per il conferimento di materiali contenenti cemento-amianto connessi alle esigenze del territorio”. LEGGI L’ODG COMPLETO

Il secondo è una mozione urgente iscritta alla seduta del Consiglio del 26 novembre 2008. Si legge: il Consiglio provinciale “conferma la contrarietà alla realizzazione della megadiscarica per amianto di Cappella Cantone” e “chiede alla Regione Lombardia la sospensione dell’iter autorizzativo in corso per la discarica”. LEGGI LA MOZIONE COMPLETA

Una mozione anche il terzo documento, presentato dalla Lega e iscritto alla seduta del Consiglio del 18 febbraio 2009. Si legge: il Consiglio provinciale “impegna la Giunta impegna la Giunta a sollecitare il Consiglio regionale della Lombardia affinché adotti un progetto di legge di modifica dell’attuale ordinamento in materia di rifiuti che introduca una sostanziale pianificazione pubblica anche per i rifiuti speciali che contemporaneamente garantisca gli interessi degli imprenditori privati e le necessità di tutela del territorio da parte degli enti locali; definisca con certezza la suddivisione delle competenze fra Regione e Province in materia di pianificazione dei rifiuti speciali, lasciando a quest’ultime il compito di decidere la localizzazione e la capacità ricettiva degli impianti; (permetta di creare) dei meccanismi ad hoc per favorire la sussidiarietà orizzontale fra province”. LEGGI LA MOZIONE COMPLETA

“Non possiamo, per ora, allegare gli atti di Giunta poiché, come rilevato in una recente interrogazione ancora priva di risposta, – scrive Torchio – gli atti di Giunta sono spariti dal sito istituzionale della Provincia. Abbiamo depositato una regolare richiesta di accesso agli atti, e parimenti lo abbiamo fatto per gli atti della Commissione Ambiente nel periodo in cui si dibatteva il Piano Rifiuti e per gli atti del Consiglio provinciale aperto che si tenne a Soresina il 7 febbraio 2009. Tutti questi verbali e queste delibere confermeranno una volta di più che la mia, la nostra posizione sulla discarica di amianto è sempre stata lineare, tanto dura quanto corretta, e che mai abbiamo tentennato nell’unirci a tutta la comunità e guidare l’opposizione a questo progetto sciagurato”.

Sul fronte contrari c’è poi la questione ricorsi. Da un lato la Lameri Cereali, poco distante dal sito di Cappella Cantone, pronta con il suo legale Elia Di Matteo a cercare di far valere le proprie ragioni al Tar. Nel mirino, in questo caso, il verbale della conferenza dei servizi e il decreto autorizzativo di fine settembre. Tra gli aspetti del ricorso l’interpretazione della mancata presa di posizione della Provincia nella conferenza dei servizi del 5 settembre (leggi l’articolo). Intesa come silenzio-assenso, sebbene nel verbale ci fosse il chiarimento dell’assessore provinciale all’Ambiente Gianluca Pinotti: nessun assenso. Dall’altro lato i Comuni del Cise, seguiti dall’avvocato Antonino Rizzo. Dopo l’esito dell’ultimo ricorso (leggi l’articolo) si pensa a un nuovo passo verso il Tar di Brescia. Se ne sta discutendo. C’è tempo fino a fine novembre.

 

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