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Interviene sugli animali ma non è veterinario E col socio evade il fisco

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Interventi sugli animali effettuati da un soggetto non iscritto all’ordine dei medici veterinari. Ricavi per un milione di euro nascosti al fisco nascondendo l’attività esercitata dietro la facciata di associazione di volontariato per la cura di animali domestici. La guardia di finanza ha squarciato il velo attorno a uno studio veterinario del Cremasco, scoprendo le irregolarità. Il centro, messo in piedi da due soci (dei quali uno solo è effettivamente veterinario iscritto all’ordine), dichiarava di essere “polo di studio per le malattie del Sistema Nervoso”. Diversa la realtà emersa dai risultati delle indagini della Tenenza di Crema: erogate esclusivamente prestazioni professionali mediche. E per aggirare i problemi legati ai pagamenti, preservando la parvenza di ente senza scopo di lucro, ai clienti l’invito a corrispondere centinaia o migliaia di euro – in base alla complessità dell’intervento – sottoscrivendo un modulo per il rilascio di somme a titolo di donazione.

CENTINAIA I CLIENTI

Sono all’incirca 250 e provengono da diverse aree del Nord (Lombardia, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna) i clienti sentiti dalla guardia di finanza. Hanno confermato che gli importi, nell’ambulatorio, erano stabiliti sulla base di un tariffario, di un listino prezzi; 600 euro per una risonanza magnetica, più di 2mila per un’operazione chirurgica. Per alcuni degli interventi effettuati (un migliaio, in totale, tra operazioni e prestazioni veterinarie) il pagamento effettuato dal cliente è arrivato a sfiorare i 2700 euro.

DENUNCE E STUDIO SEGNALATO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’evasione fiscale portata alla luce dai finanzieri ha determinato un mancato versamento allo Stato di 200mila euro (tra Imposta sul Reddito delle Società, Iva e Irap). Inoltre, come già accennato, è stato scoperto che, a dispetto della finalità di promozione della ricerca medica, nell’ambulatorio interveniva anche il socio non iscritto all’ordine dei veterinari, con conseguenti pericoli per la salute degli animali e in danno della categoria. Lo studio è stato indicato quindi all’Agenzia delle entrate per la revoca della qualifica di ente non commerciale, mentre i due responsabili sono stati denunciati per i reati di omessa dichiarazione e, nel caso del socio non veterinario, per esercizio abusivo della professione.

Michele Ferro


© RIPRODUZIONE RISERVATA

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