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Battaglia per l’acqua, Comitato in campo: “Antidemocratica la seduta a porte chiuse”

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E’ battaglia sull’assemblea dei sindaci in agenda per martedì 22. Assemblea fondamentale, perché è in quell’occasione che verrà deliberato il futuro della gestione del servizio idrico in provincia di Cremona. Martedì, in altre parole, i sindaci saranno chiamati a votare la proposta per la costituzione della società unica mista (con partecipazione del privato al 40%) che gestirà il servizio sul territorio.

Alla luce dell’importanza del tema, fa dunque discutere la decisione di Raffaele Leni, sindaco di Cappella de’ Picenardi e presidente della Conferenza dei Comuni, di tenere a porte chiuse l’assemblea.

Il Comitato Acqua Pubblica di Cremona non ci sta, chiede la sostituzione del presidente della Conferenza dei Comuni e si prepara a dare battaglia in vista dell’appuntamento di martedì. “Il Signor sindaco Leni non può — dichiara Giampiero Carotti per il Comitato — decidere “d’impulso” come si deve svolgere una assemblea: infatti si è guardato bene dal proporre una votazione al riguardo. Dunque per quanto concerne i cittadini cremonesi l’assemblea del 22, se si terrà, sarà pubblica”.

Prosegue il portavoce del Comitato: “Il Signor sindaco Leni inoltre tenta (grave e inaccettabile comportamento) di forzare le norme in essere secondo le sue opinioni e volontà. L’art.9 relativo alle cosiddette “Adunanze aperte” da lui citato infatti recita espressamente: “Quando rilevanti motivi di interesse della comunità lo rendono opportuno, il Presidente può convocare un’adunanza “aperta”, cui possono essere invitati rappresentanti delle Amministrazioni regionali e locali, delle associazioni di categoria e sindacali, nonché degli organismi di partecipazione popolare”. Nessun punto di questa norma parla di riunioni a porte aperte o chiuse, né altri punti del regolamento prescrivono che le riunioni della Conferenza dei Comuni non debbano essere aperte al pubblico. D’altra parte, come già evidenziato da molti, tale scelta risulterebbe palesemente antidemocratica. La citata modalità di “Adunanza aperta” prevede non la semplice presenza in sala di elementi esterni ai membri del consesso, ma la possibilità per tali soggetti esterni di partecipare attivamente alla riunione con interventi”.

Quindi la netta presa di posizione del Comitato: “Respingiamo nettamente al mittente l’accusa di avere mai interrotto o intralciato i lavori, come tutti i sindaci possono testimoniare. Se (d’altra parte come altri sindaci presenti in sala) non siamo riusciti a trattenere qualche risatina è stato perché il livello di alcuni interventi era decisamente ridicolo, a partire dal penoso intervento del sindaco di Bonemerse, partito lancia in resta a difendere la società mista più indifendibile d’Italia (Arezzo), per giungere agli interventi tecnici degli esperti che non facevano altro che impaurire i sindaci dicendogli che senza la società mista non si avranno finanziamenti per i lavori, dimenticandosi che tali finanziamenti sono assicurati dal Piano d’Ambito tramite le tariffe”.

“Per tutte queste ragioni – conclude Carotti – come Comitato Acqua Pubblica chiediamo la sostituzione del presidente della Conferenza dei Comuni con persona più rispettosa della democrazia, che sappia essere garante della piena informazione dei sindaci e dei cittadini cremonesi”.

 

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Commenti
  • Rinalda

    Erano partiti volendo riaprire la “case chiuse”, si ritrovano ora a voler chiudere le “adunanze aperte”. Sic!!