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Omicidio di via Capra, Pelucchi: «Una manovra involontaria» Gli avvocati chiedono i domiciliari

pelucchi

Sarà effettuata domani, dalle ore 9, l’autopsia sul corpo di Guido Gremmi, il pensionato 76enne morto sabato pomeriggio in via Capra, a Cremona, travolto dal Suv nero di Angelo Pelucchi, 72enne che domenica sera, braccato per 24 ore dalla polizia, si è costituito ai carabinieri di Brescia. Oggi il sostituto procuratore Fabio Saponara ha affidato l’incarico per l’esame all’anatomo patologa Margherita Fornaciari. Questa mattina Pelucchi, che si trova nel carcere di Canton Mombello, ha risposto alle domande del gip bresciano Marco Cucchetto. Arriverà domani la decisione del giudice per le indagini preliminari sulla convalida dell’arresto. Rammarico e sconforto per quanto successo. E’ lo stato d’animo del 72enne di Bassano Bresciano riferito dal suo avvocato Massimo Bonvicini dopo l’interrogatorio. Il legale, riportando quanto raccontato dall’assistito, ha parlato di una manovra involontaria che ha determinato la morte di Guido Gremmi. Bonvicini e l’altro avvocato, Michele Bontempi, hanno presentato, tra le richieste, quella degli arresti domiciliari.

 

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Commenti
  • Giovanni

    Ma per piacere….”una manovra involontaria” .Sapete cosa significa passare con una macchina su un corpo di un uomo? Avra’ anche fatto fatica a scavalcarlo……Questo merita la galera: e’ una delle persone che sarei contento di mantenere in carcere con i contributi che verso allo stato….Se lasciano fuori anche questo, tutto e’ possibile.

  • Michele

    Io sono d’accordo con Giovanni, però al contempo dico: ancora non si sa con esattezza dove si trovasse Gremmi, se proprio di fronte (come indubbiamente dice il testimone Santini) o a ridosso del faro sinistro e quindi leggermente in angolo (come lascerebbero intendere i graffi sulla fiancata della Punto di Gremmi se fossero stati causati dall’orologio della vittima). Questo ovviamente non toglie la colpa a Pelucchi, ma può disegnare due differenti dinamiche, ovvero se Gremmi è stato schiacciato oppure “calpestato”. Poco comunque cambierebbe per l’imprenditore se venisse accertato che sia in un caso che nell’altro ha agito ‘volontariamente’. Premesso che odio da sempre questi inutili veicoli specialmente se abbinati alla una figura di imprenditore del tipo ‘dico comando e voglio’, mi riservo però di aspettare i risvolti processuali prima di fare dei commenti troppo passionali. La legge è fredda ma la passione è una brutta bestia e se la adottiamo senza ragione rischia di portarci a livello della folla che oggi urla per uno, domani urla per un’altro.