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False opere d’arte, maxioperazione dell’Arma Un arresto ad Agnadello

Indagano i carabinieri di Soresina

L’indagine condotta dai carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale, coordinati dal dottor Federico Manotti, della Procura della Repubblica di Massa, ha riguardato gran parte del Nord, e ha portato a nove arresti, cinque persone denunciate a piede libero, 53 dipinti falsi sequestrati per un valore di oltre cinque milioni di euro, e alla localizzazione di due laboratori per la falsificazione delle opere d’arte. Associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte e ricettazione i reati contestati, a vario titolo, agli indagati che erano riusciti a immettere, nei canali leciti del mercato dell’arte contemporanea, le opere d’arte contraffatte, dopo aver ottenuto da alcuni esperti, fraudolentemente, idonee certificazioni di autenticità. Twombly, Fontana, Balla, Scanavino, Reggiani, Crippa i maestri maggiormente falsificati dagli arrestati che, per falsificare le opere d’arte, utilizzavano principalmente materiali originali dei primi del Novecento. Uno degli arresti è stato eseguito anche in provincia di Cremona, ad Agnadello.

Durante la perquisizione in uno dei due laboratori, individuati durante le attività investigative, sono state rinvenute non solo delle tele del 1800, ma anche chiodi arrugginiti, cornici e altro materiale dell’epoca, fondamentali per trarre in inganno gli esperti che poi avrebbero dovuto periziare i dipinti da immettere nel mercato dell’arte. Le opere, riprodotte solo dopo un attento studio stilistico degli autori, che venivano di volta in volta falsificati, venivano invecchiate in appositi forni. Emblematico il caso di una tela dell’artista Scanavino, rinvenuta dai militari ancora all’interno del forno. Milano, Massa, Negrar (Verona), La Spezia, Licciana Nardi (Massa), Camaiore (Lucca) e Agnadello, come detto, le città interessate dalle perquisizioni svolte dai militari impiegati nelle esecuzioni delle Ordinanze di Custodia Cautelare emesse dal G.I.P. di Massa, il Giuseppe Laghezza.

I militari del Reparto Operativo Sezione anti Falsificazione e Arte Contemporanea del comando Tutela Patrimonio Culturale di Roma, coadiuvati nella fase esecutiva da una pattuglia dei carabinieri di Rivolta d’Adda, sono andati questa mattina, all’alba, ad Agnadello, dove hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione delle misure cautelari emessa dal Tribunale di Massa. Hanno tratto in arresto Salvatore A. A., 30 anni, agente di commercio nel settore dei rifiuti, residente a Treviglio e dimorante ad Agnadello, ponendolo a disposizione dell’Autorità giudiziaria emittente presso l’abitazione agli arresti domiciliari.

L’uomo svolgeva la sua attività nel settore dell’arte quale coadiuvante di un familiare. I fatti a lui attribuiti sono stati formalmente contestati. Non ha fornito alcuna spontanea dichiarazione. Del suo lavoro di fatto nella commercializzazione dell’arte si sono in precedenza interessati i carabinieri di Monza e Torino per controversie in ordine alla disponibilità dei dipinti.

 

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