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Strappo Lega, Volpi: “Questa maggioranza non rappresenta più chi l’ha votata, né il programma”

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Palla al direttivo provinciale del Carroccio. I dieci componenti più il segretario provinciale, Simone Bossi, voteranno nei prossimi giorni la richiesta uscita questa notte dall’assemblea dei militanti del partito. Qui, nella partecipata due ore nella sede di via Araldi Erizzo, il commissario cittadino, Raffaele Volpi, ha fatto il punto sui rapporti in maggioranza e ha raccolto i pareri della base leghista. Salvo un isolato commento ‘attendista’, tutti i militanti presenti hanno chiesto al partito di rompere definitivamente con Oreste Perri e il Pdl.

Ora il commissario cittadino formalizzerà per iscritto la richiesta uscita dall’assemblea (di fatto: esprimersi sulla permanenza della Lega nella maggioranza in Comune) e la trasmetterà al segretario Bossi.

“Non ho molti commenti da fare – ha detto questa mattina Volpi -, la cosa mi sembrava ormai consolidata. Ora il sindaco si troverà con due assessori che non rappresentano nessuno e con la Lega all’opposizione”.

Il deputato tiene a precisare che lo strappo non è dettato dal mancato accoglimento, da parte del sindaco, della richiesta avanzata ormai un mese e mezzo fa per due nuovi assessorati. “La Lega – queste le parole di Volpi – non esce per la questione dei due assessori. Non è questo il problema, il problema è che questa maggioranza non rappresenta più chi l’ha eletta e nemmeno i programmi elettorali. Ho seguito le vicende su via Dante, ho visto che il Comune sta prendendo posizioni quantomeno strane su tanti argomenti e vedo che non si sta facendo nulla di quanto promesso. Ho chiesto approfondimenti e confronti, ma da oltre un mese e mezzo nessuno si è fatto vivo. Sembra che della Lega non freghi niente a nessuno lì a Cremona. Bene così, vedo che la cosa principale sulla quale la giunta ha trovato un accordo sono le luci del Natale. Contenti loro… ma da parte nostra mi sembra che abbiamo avuto fin troppa pazienza. Io sono addirittura un moderato”.

 

I COMMENTI – In attesa di una rottura ormai certa sul fronte comunale – per ora non si preannunciano ripercussioni sul versante provinciale – la militanza e i simpatizzanti del Carroccio mostrano di gradire la svolta impressa dall’assemblea.

Già questa notte, subito dopo che Cremonaoggi ha pubblicato la notizia, i commenti non si sono fatti attendere.

“E adesso si comincia veramente a fare opposizione! – scrive ad esempio Gigi –  E con questi qua è molto facile!”.
“E intanto domani il Kavarna verrà a contestare…”, dice un lettore.
“Chi non ci vuole, non ci merita – aggiunge Roberta – . Andate avanti da soli con la coerenza del gruppo misto se ci riuscite”.
”Era ora! – scrive Ultimo – Finalmente usciremo da questo comune! Non se ne poteva più!”.

 

f.c.

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Commenti
  • danilo

    Tanto tuonò che piovve….ma alla fine è giusto così. E adesso, verso la Lega all’opposizione , in Comune ma soprattutto nel Paese, sono in molti a nutrire asepettative crescenti.

    • bruno

      ..auguri!!…

  • TIZ

    Speriamo che la ns. dissociazione venga ricordata da chi ci aveva votato con le aspettative dei cambiamenti promessi in campagna elettorale,anche se”non pensiamo al ns. futuro……….”e teniamo fede alla parola data!!

    • ultimo

      Se tener fede al futuro significa rimangiarsi la parola data e gli impegni presi quello non è il nostro futuro è il passato di una politica che non ci appartiene.

  • TUTTI CONTRO TUTTI

    Gli italiani avrebbero dissertato, ognuno avrebbe continuato a parlare per venti minuti e sarebbe poi rimasto acerrimo nemico del suo antagonista nella discussione. Alla terza seduta avrebbero fatto dei sonetti satirici, uno contro l’altro.
    É la descrizione che Stendhal fa, nel 1830, dei circoli culturali di Milano, già allora capitale morale d’Italia. Proprio come il Pdl, vince nel 2008, lascia nel 2011, ma di uno che era, son diciotto….
    Non faccio festa per la rottura Pisapia/Boeri a Milano, non è la sinistra a dividersi, è l’italiano, qualsiasi casacca vesta, incapace di un comportamento per me semplice fino alla banalità: in un lavoro comune e complesso è naturale essere in disaccordo su alcune parti, ma il filo conduttore deve essere sempre il “gens una sumus”, si litiga anche, per trovare l’accordo, non per lasciarsi, sempre convinti d’aver ragione e sia l’altro a non capire.
    Ecco le due versioni:
    a)Il bene più prezioso è la collegialità del lavoro, collegialità che è stata infranta più volte da parte di un solo assessore. Tutti i componenti della Giunta hanno, infatti, riaffermato come sia assolutamente necessario lavorare con unità di intenti e spirito di coesione, elementi fondamentali per realizzare gli obiettivi dell’Amministrazione.
    b)Ho rimesso nelle mani del sindaco Pisapia le deleghe alla Cultura, Moda, Design ed Expo che mi erano state assegnate all’atto di costituzione della nuova Giunta comunale, nel giugno scorso. Una scelta difficile che ho voluto condividere ieri notte, nel corso di una lunga riunione, con i consiglieri, gli assessori e i segretari milanesi del Partito Democratico e che va intesa come un atto distensivo e di fiducia nei confronti del sindaco.
    Nello specifico, l’assessore alla Cultura si era espresso contro il Museo dell’Arte contemporanea a City Life, ma questo era stato solo l’ultimo episodio di una serie di frizioni con il sindaco, commenta il Corriere.
    Conclusione, il nostro avo del 1830 componeva sonetti satirici contro il “nemico”, noi fondiamo nuovi partiti. Sempre giochi di fantasia, alla fine.

    Cremona 29 11 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info