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Burundi, assassinati suora e giovane cooperante italiano Ferita una religiosa delle Ancelle della Carità a lungo in servizio a Cremona

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Una suora croata, madre Lukrecija Mamic, e un volontario italiano, Francesco Bazzani, sono stati uccisi ieri a Kiremba, nel Sudovest del Burundi. Lo ha riferito oggi alla agenzia di stampa Misna padre Michele Tognazzi, missionario Fidei donum raggiunto telefonicamente a Kiremba. La notizia è stata confermata dalla Farnesina secondo cui il cooperante sarebbe stato “prima sequestrato e poi ucciso”. Un’altra suora, Carla Brianza, 66 anni, originiaria di Pontoglio, ex superiora della Poliambulanza «Serafino Gnutti» di Lumezzane e prima infermiera a Roma e a Cremona è rimasta ferita alle mani ma è  fuori pericolo. La religiosa si è salvata grazie alla sua prontezza di spirito. Suor Carla dal 2002 è in forza all’ospedale di Kiremba (voluto dalla diocesi di Brescia nel 1963). Dirige il personale infermieristico (oltre 50 persone) e organizza la sistemazione dei malati. Le Ancelle della Carità sono a Kiremba dal 2002 dove danno il loro apporto fondamentale al vicino ospedale che serve la cittadina di 70mila abitanti e ha un distretto sanitario di 250mila abitanti. Ci lavorano volontari italiani ma anche medici e infermieri africani. Suor  Carla Brianza è conosciuta anche a Cremona per aver lavorato a lungo alla clinica delle Ancelle in via Aselli-  “Due uomini armati sono entrati nella casa delle Ancelle della Carità, la congregazione delle due suore, con lo scopo di mettere a segno una rapina – ha detto alla Misna padre Michele – hanno subito ucciso la suora croata, quindi si sono impossessati dell’auto e sono fuggiti trascinando a bordo suor Carla e Francesco, volontario originario dell’associazione Ascom di Legnago, in provincia di Verona”. A circa otto chilometri dall’ospedale, un complesso all’interno del quale si trova la casa delle Ancelle della carità, i malviventi, temendo di essere catturati dalla polizia che li stava inseguendo, hanno fermato l’auto e fatto scendere i due ostaggi: “Francesco è stato ucciso a bruciapelo – prosegue padre Michele – suor Carla è riuscita invece ad afferrare con le mani la canna del fucile che gli era stato puntato contro. Un gesto che ha recuperato secondi preziosi e ha contribuito a salvarle la vita, perché a quel punto l’aggressore per liberarsi dalla presa ha usato un coltello colpendole le mani e allontanandosi quindi insieme al complice”.
Le vittime lavoravano all’ospedale di Kiremba, che è finanziato dalla diocesi di Brescia. Bazzani si occupava in particolare del settore amministrativo. I malviventi, dicono alla MISNA, sono riusciti a fuggire.

 

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