Commenta

Due Stradivari intarsiati al Museo Civico di Cremona Esposti dal 3 dicembre

HellierBack

Stradivari costruì un migliaio di violini, ma solo una decina, realizzati probabilmente per committenti colti ed importanti, presentano intarsi e decori. Da sabato 3 dicembre, due di questi capolavori, il “Sunrise” e l’”Hellier”, saranno esposti a Cremona, al Museo Civico: saranno presentati nella sala San Domenico alle 11,30, quindi una breve audizione del maestro Antonio De Lorenzi permetterà di apprezzarne le qualità timbriche.

Entrambi appartengono ad Evelyn ed Herbert Axelrod e sono affidati alla città nell’ambito del progetto “Friends of Stradivari”, il network internazionale promosso dalla Fondazione Stradivari tra quanti possiedono, suonano, studiano o semplicemente amano i grandi strumenti della liuteria classica cremonese.

Come i coniugi americani anche altri importanti collezionisti hanno già concesso alla Fondazione Stradivari i loro preziosi violini affinché siano esposti al pubblico o prestati temporaneamente a grandi interpreti, da Sergej Krylov al Qurtetto di Cremona e Domenico Nordio. Nelle Sale del Museo Civico, si può dunque ammirare una selezione di preziosi strumenti ad arco dei grandi liutai cremonesi  – da Nicolò Amati ad Antonio Stradivari, da Guarneri del “Gesù e la sua famiglia a Carlo Bergonzi – tra le più importanti al mondo. Non a caso gli altri capolavori intarsiati di Stradivari sono patrimonio di importanti istituzioni quali il Patrimonio Nacional di Madrid, l’Ashmolean Museum di Oxford, la Smithsonian Institution di Washington.

Il “Sunrise” e l’”Hellier” appartengono all’empireo della liuteria più sublime. Il primo, del 1677, è il più antico dei 10 strumenti intarsiati realizzati dal grande liutaio oggi conosciuti ed è incerto se il nome richiami i riflessi aurorali della vernice o indichi il primo manifestarsi del genio del costruttore. Conserva il manico originale, allungato per essere suonato con la moderna prassi esecutiva, ma, in prossimità della cassa armonica, restano visibili tracce della decorazione originale.

Costruito solo due anni più tardi, l’“Hellier” anticipa modelli e qualità sonore della maturità. In entrambi le fasce sono decorate ad intarsio, realizzato con mastice di limatura d’ebano e colla. L’ornamento di tralci stilizzati che ripetono in continuazione motivi floreali, sono arricchiti da fiori e serpentelli. Tavola e fondo sono impreziositi da un doppio filetto a delimitare un raffinato motivo geometrico con tondini e losanghe.

Il prestito dei due strumenti rinnova il legame tra Herbet ed Evelyn Axelrod e Cremona. Nel 2003, infatti, i coniugi americani regalarono alla città il violino “Clesbee”, realizzato da Antonio Stradivari nel 1669: in segno di gratitudine fu conferita loro la cittadinanza onoraria.

L’ingresso all’incontro ed all’audizione è libero e gratuito.

 

© Riproduzione riservata
Commenti