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Ottantacinquesimo giorno di sforamento delle Pm10: cosa si è fatto?

Lettera scritta da Luci Cremona

Caro Direttore

per l’85° giorno la capannina di Fatebenefratelli ha indicato uno sforamento del Pm10 al di sopra della soglia di attenzione.

Poco o nulla si è fatto per contrastare questo fenomeno, da Torino fino alle foci del Po, passando per Cremona e per la Milano di Pisapia: l’inquinamento da polveri sottili e da smog per comodità ci viene spacciato come naturale, causato dalla mancanza di venti, dalla morfologia della Val Padana, dall’inversione termica ecc.. Così come ci viene spacciato per ineluttabile quello che noi chiamiamo sviluppo (consumo di carburanti di origine fossile, produzione di rifiuti e la relativa conseguente combustione, cementificazione di territorio e di aree verdi, investimento sulla mobilità privata a discapito di quella collettiva).

I sostenitori di questo modello di vita e di sviluppo economico ci dicono che stiamo volando, in realtà la sensazione è quella di essere prossimi allo schianto.

La Regione Lombardia, di fronte ad una situazione che perdura ormai da anni e che ci vedrà probabilmente ricevere sanzioni da parte della Comunità Europea, afferma che prenderà “provvedimenti strutturali”, per vederne i risultati, però, dovremo attendere ancora qualche inverno (bollini blu per le caldaie, filtri per auto diesel, nuovi limiti per le emissioni ecc.), quando purtroppo, causa lo sviluppo di cui sopra, tali provvedimenti si mostreranno inesorabilmente inadeguati. Probabilmente è per questo che l’assessore regionale all’Ambiente Marcello Raimondi ha già portato le mani avanti e ci ha “tranquillizzati” affermando che in Lombardia «la quantità di polveri sottili prodotte pro-capite (e anche per unità di prodotto lordo) è la più bassa d’Europa», insomma anche la ricchezza, non goduta dalla stragrande maggioranza di cittadini, ha i suoi costi. Costi in salute soprattutto, infatti le prime quattro province italiane con tasso di mortalità per tumore più alto sono Bergamo, Lodi, Pavia e Cremona (dati Istat 2007), per non parlare poi di tutte le altre patologie minori, bronchiti, asma ecc., legate all’inquinamento della qualità dell’aria.

Alla politica, soprattutto quella locale delle piccole amministrazioni, si dovrebbe chiedere, in un momento di ristrettezze economiche, almeno l’autorevolezza di chi, ancor prima di richiedere impegno e rispetto delle regole e da parte dei cittadini, si pone come esempio sulla linea del sacrificio ed alla sobrietà.

Ed invece proprio mentre il Comune di Cremona ci invia, per l’85a volta, la comunicazione che «AL FINE DI CONTRIBUIRE A RIDURRE L’INQUINAMENTO, si invita la cittadinanza a limitare l’uso dei mezzi privati (sia auto che moto), soprattutto se diesel, a favore dei mezzi pubblici e della bicicletta.» assistiamo alla triste parata di auto della Polizia Municipale e delle altre forze dell’ordine immortalata in Piazza Stradivari, zona pedonale della città, volta a permettere al proprio personale di recarsi ad un convegno in sala Maffei. Ad aggiungere sconforto è stato segnalato pure l’arrivo del presidente della Provincia Salini, naturalmente in auto con autista per percorrere i 200 metri che lo separano dai propri uffici di Corso Vittorio Emanuele.

Intanto in Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, in Svizzera promuovono da anni, in concertazione tra aziende private ed amministrazioni pubbliche, iniziative volte ad incentivare gli spostamenti dei lavoratori in bicicletta (si veda ad esempio http://www.biketowork.ch, http://www.eltis.org o http://www.mit-dem-rad-zur-arbeit.de): si fa a “gara” per recarsi sul posto di lavoro in bicicletta per vincere premi in denaro, gite, gadgets, accessori per bici ed altro, ma soprattutto per abbassare lo smog cittadino e migliorare la qualità della vita.

La nostra impressione è però che i nostri amministratori di questo salubre vento del nord non sappiano nulla e magari l’assessore Raimondi troverebbe tutto questo assurdo: perché mai i paesi più ricchi d’Europa dovrebbero abbassare ulteriormente la quantità di polveri sottili prodotte pro-capite?

Cordiali saluti
LUCI Cremona

 

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Commenti
  • fede

    Forse bisognerebbe che una volta per tutte , invece di diffondere allarmismo, si chiarisse che cosa sono , scientificamente, le PM10.
    Che solo una parte sono dovute all’inquinamento atmosferico, e che la gran parte sono invece diffuse nell’atmosfera da agenti naturali.
    Che la Pianura padana, per la sua conformazione morfologica, tende a concentrare le polveri sottili e ne accentua la tendenza riformarsi, indipendentemente da leggi o bollini blu.

    • Annamaria Menta

      Quindi? Va bene così, tanto non dipende (più di tanto) da noi?
      Perfettamente d’accordo sul fatto che ci sono inquinanti ben più pericolosi del pm10 (che non vengono rilevati perchè non vengono ricercati, malgrado si sappia che esistono e anche da dove arrivano), questo non è un buon motivo per ‘rassegnarsi’ e continuare con l’andazzo abituale.
      Tanto le conseguenze peggiori del nostro presente saranno (quasi) tutte per le generazioni future, vero?

      • Guido Regonelli

        L’Europa e la comunità scientifica si sono messi d’accordo, e non da ieri, rispetto a quali parametri utilizzare per controllare la qualità dell’aria ed hanno fissato limiti entro i quali si riscontrano effetti dannosi alla salute umana: noi da tempo sforiamo ampiamente tali limiti. Nonostante la presenza di strutture mediche all’avanguardia e di un ancora efficiente sistema sanitario ci ammaliamo e moriamo di tumore in percentuali altissime. Quindi dove sta’ l’allarmismo?

  • LUCI A CREMONA

    Luci, gruppo indipendente di sinistra, colpisce al cuore gli indifferenti, di destra, si fa senza dire, che badano solo al loro bieco particolare, e se ne infischiano delle generazioni future.

    Cremona 03 12 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info