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Le prime intercettazioni: «Gli amici non si dimenticano…» Per la discarica di Cappella Cantone le “spinte” delle bustarelle

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– Nella foto tratta dal video dei carabinieri di Brescia, l’incontro per la consegna dei 100mila euro tra Locatelli e il dirigente Arpa Rotondaro


Nell’affare tangenti legato, secondo gli investigatori di Brescia, all’autorizzazione per la discarica di amianto a Cappella Cantone, la mazzetta da 100mila euro (destinata al vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani, Pdl) viene consegnata dall’imprenditore Pierluca Locatelli al dirigente Arpa Giuseppe Rotondaro il 26 settembre. I due si incontrano a Capriate San Gervasio (Bergamo), poco oltre il casello dell’autostrada. «Dove li hai messi?». E’ la domanda della moglie di Locatelli, che, a bordo dell’Audi Q7 con il compagno, vuole sapere dove sono i soldi. O meglio i «Big Babol», così vengono definiti per il taglio: banconote da 500 euro viola, come le gomme da masticare. Le intercettazioni sono state pubblicate oggi da Repubblica. All’interrogativo della moglie, Locatelli, 53enne di Trescore Balneario (Bergamo), risponde: »Sono qua, ne ho centodieci da dargli, dieci li ho dimenticati ma glieli porterò in settimana… Dai, ansiolitica…». «Non c’è nemmeno la Finanza, qua fuori, che fuori dai caselli è facile trovarla…». Poi arriva Rotondaro, anche lui su un’Audi. «Questo oltre a essere il portavoce di… Nicoli, è anche il vicedirettore generale dell’Arpa…». E’ la descrizione di Rotondaro fatta da Locatelli.

Il dirigente Arpa sale in macchina, dove una “cimice” sente tutto. «Non ci sono problemi, quando vuoi tu…». Le parole sono di Rotondaro, il quale risponde all’imprenditore che manifesta la dimenticanza dei 10mila euro: «E’ colpa mia mi sono dimenticato i tuoi dieci»; «Ehhh… cinquanta li diamo noi. Sessanta te li do io! O no? la differenza sempre con questi». La moglie si rivolge poi a Rotondaro: «stai… stai parlando dei Big Babol?». «Eh sì, per me non ti preoccupare, quando vuoi». Su Repubblica anche la descrizione di Rotondaro e del ‘giro’ tramite le parole di Locatelli: «Rotondaro ha il potere vero… lui… quella gente lì sono capaci anche di… dare le botte da sopra, con Formigoni e tutto, però se i funzionari non lo fanno, non puoi mica obbligarli eh».

In una comunicazione intercettata viene tirato in ballo direttamente il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Nicoli Cristiani sta parlando con Rotondaro e dice di «essersi mosso su quella partita là», «Formiga mi ha autorizzato a parlarne con Alli (che per gli investigatori è Paolo Alli, sottosegretario del Governatore, ndr)».

Anche il Corriere pubblica oggi le intercettazioni. «Penso sia tutto a posto… ho avuto dei messaggi… gli amici non si dimenticano mai». Le parole sono di Rotondaro, in una conversazione con Locatelli. Ruolo importante quello di Rotondaro, un “gancio”, ma anche un «pony express», come lui stesso si definisce parlando della consegna di un pacco, con dentro 100mila eur,o destinato a Nicoli Cristiani e da lui poi fatto pervenire all’esponente regionale del Pdl in occasione di un incontro al ristorante Berti di Milano: «Non ci deve essere neanche un’impronta delle mie… io faccio il pony… lo vedo da Berti tra un’ora, metto tutto sulla macchina dell’autista».

 

 

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