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Amicizia rovinata per il furto di un bancomat Due anni alla studentessa accusata di aver calunniato la compagna

tribunale

Due anni e due mesi di condanna e 5000 euro di risarcimento danni alla parte civile per Sabrina, ex studentessa dell’istituto Einaudi di Cremona, accusata da Claudia, sua ex compagna di scuola, di averla calunniata e di averle rubato il bancomat. Lo ha deciso il giudice Francesco Sora, accogliendo la richiesta di condanna del pm onorario Silvia Manfredi, che però aveva chiesto una pena inferiore di un anno e otto mesi di reclusione. La vicenda nasce del 2007, quando al cinema Sabrina chiede a Claudia il permesso di prendere dal suo zaino delle schiacciatine, approfittando del buio della sala per rubarle il bancomat. Succede anche in un’altra occasione, quando mette nuovamente le mani nello zaino dell’amica con la scusa delle sigarette. Sabrina preleva una prima volta 210 euro, la seconda 250. Dopo qualche tempo Claudia scopre gli ammanchi e, ricordandosi dei quei due episodi, chiede spiegazioni all’amica. Lei ammette le sue colpe e si scusa, dicendo di avere gravi problemi personali. L’intervento di una professoressa sembra risolvere la situazione, e  Sabrina restituisce i soldi a Claudia. Un giorno, però, l’imputata accusa l’amica di aver rivelato la storia dei furti alla classe e di averle dato della ladra mentre lei era assente. E partono le querele. La responsabilità era stata ravvisata solo nel comportamento di Sabrina (per Claudia l’accusa di diffamazione era stata archiviata), nel processo difesa dall’avvocato Mario Tacchinardi. La parte civile era rappresentata dall’avvocato Guido Priori.

 

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