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La politica pacificante Auspichiamo che sorga un “sole” degno di questo nome

Lettera scritta da Mario Superti

Come si sa poco dopo la seconda guerra mondiale è nata la DC (partito:Democrazia Cristiana, per i più giovani). I tempi e la società erano ovviamente molto diversi per così tanti motivi che mi risulta difficile fare, in poco spazio, una analisi degna di questo nome. D’altronde sono già stati fatti e pubblicati talmente tanti libri ed articoli di giornale che l’occasionale lettore non troverà difficile conoscere la storia di quello che è stato un grande partito.
Come già detto i tempi erano molto diversi ma quello che ci interessa rimarcare è che anche gli uomini erano profondamente diversi. I protagonisti ovviamente sono stati tanti, ma per sintesi e riferimento storico ci rifacciamo ai due principali attori: De Gasperi e Togliatti. E senza nessun  riferimento alla ideologia ispirante o sottostante. Mi interessa soprattutto l’uomo in sé. De Gasperi nel raccogliere le istanze della società del tempo e dei suoi non meno illustri “predecessori” ( uno per tutti Don Sturzo), si è trovato a gestire la difficile eredità lasciata dal fascismo: rovine materiali e morali.
Ma il tratto fondamentale della linea politica del grande personaggio politico è da configurare nel messaggio “pacificante” rivolto sia all’interno del Suo partito, sia con modalità e posizioni  compatibili con la Sua funzione, anche all’avversario politico. Il nocciolo del comportamento era “ il rispetto dell’avversario” In quel tempo è nata la nostra Costituzione ( la più bella del mondo). Questo dimostra che, pure in un clima molto difficile, quando si vuole si può parlare e produrre  con beneficio di tutti. E “i tutti” siamo noi che siamo vissuti all’ombra e sotto la protezione della “prima legge dello stato”.
E’ stata quindi ricreata dalle macerie una società nuova. I nostri padri latini già 2000 anni fa sentenziavano : ubi societas ibi ius”. Che tradotto non letteralmente, ma nel suo vero significato così suona: dove c’è una società , là esiste giustizia. Il valore del termine “società” è stato rispettato nella legge fondamentale dello Stato Italiano. Prima non c’era una “societas” degna di questo nome : quindi non c’era giustizia ( basta rifarsi alle cronache giudiziarie del tempo ed agli atti fascisti che le hanno ispirate). Ora noi viviamo i tempi che tutti conosciamo sulla nostra pelle: per quasi venti anni abbiamo conosciuto la contrapposizione politica e non il confronto. I personaggi politici principali non sono stati avversari ma sono stati ridotti a nemici da abbattere.
Politica dissennata, quasi sempre in nome di interessi personali: lo abbiamo visto nelle leggi emanate. E per concludere esageriamo con i latini, che così sentenziavano:” non sine sol iris” (non c’è arcobaleno senza sole). Siamo tutti in attesa di vedere ancora l’arcobaleno della speranza : già da tempi remoti l’arcobaleno è stato ritenuto foriero di eventi favorevoli. Di conseguenza auspichiamo che sorga  un “ sole”  degno di questo nome e ci illumini e guidi verso tempi, per ora, previsti non molto favorevoli.

Cordialità e buon lavoro.

Mario Superti

 

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