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Acqua, Salini ci riprova: lunedì l’assemblea dei sindaci Già mobilitati comitati e associazioni

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La Provincia ci riprova. Dopo il rinvio dell’assemblea del 22 novembre, domani (lunedì 12 dicembre) nuova riunione della conferenza dei sindaci del territorio per votare la proposta sulla società mista per la gestione del servizio idrico a Cremona. I sindaci sono convocati per le 19 in sala Zelioli Lanzini, Cremona Fiere, ma non è ancora dato sapere se l’assemblea sarà a porte aperte o se, come per la precedente riunione, il presidente della conferenza, Raffaele Leni, terrà alla porta cittadini e comitati.
L’appuntamento è decisivo: salvo un nuovo rinvio, la conferenza deciderà il futuro dell’acqua per il cremonese. In caso di approvazione della proposta dell’Ufficio d’ambito – società della Provincia -, la gestione dell’acqua sarà appannaggio di una società pubblico/privato per i prossimi vent’anni.
Difficile fare previsioni. Si sa però che contro la proposta, oltre ai sindaci del centrosinistra, si sono schierati il sindaco di Crema e di alcuni comuni del cremasco. Contrario all’ingresso del privato è anche il sindaco del secondo grosso comune del cremonese, Claudio Silla per Casalmaggiore. La grande incognita arriva ancora una volta dal Comune capoluogo. Cremona, in termini di peso nell’ambito della conferenza dei sindaci, è in grado di spostare sensibilmente gli equilibri, ma l’orientamento della giunta Perri è poco chiaro.

DIBATTITO PUBBLICO – In attesa dell’assemblea, si mobilitano cittadini, associazioni e comitati. Oggi pomeriggio (domenica 11 dicembre), dalle 16 al Centro Pastorale, si è tenuto il convegno organizzato dal Comitato Acqua Pubblica. “27 milioni di cittadini vogliono una gestione pubblica e partecipata dell’acqua”: questo il tema dell’appuntamento che ha visto la presenza dell’avvocato Luca Longhi, consulente legale dell’assessorato ai Beni Comuni della città di Napoli, e Roberto Fumagalli, vicepresidente del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua e referente regionale dei comitati referendari della Lombardia. Presenti in sala, tra gli altri, l’assessore comunale Franceso Bordi, il consigliere provinciale Giuseppe Trespidi e il presidente di Aem Franco Albertoni.
Nella sua introduzione, il referente del Comitato Acqua pubblica di Cremona, Giampiero Carotti, ha posto l’accento sulla “pervicacia degna di miglior causa” del presidente Salini. Tornando all’assemblea del 22, Carotti ha duramente criticato la decisione di chiudere le porte a cittadini e comitati: “Riteniamo che sia stato violato un nostro diritto fondamentale. Perché nessun sindaco è intervenuto? E come spiegare l’assoluto silenzio del prefetto su questa violazione?”.

LA MOBILITAZIONE – Per le 18.30 di domani (lunedì 12 dicembre), a Ca’ de’ Somenzi, è prevista la mobilitazione del comitato. Già mobilitato anche l’Arci di Cremona, che in un comunicato diffuso oggi “invita tutti i soci, i volontari, gli attivisti, le associazioni, le organizzazioni sindacali, tutti i cittadini e le cittadine della provincia di Cremona, a partecipare al presidio pacifico e non violento, organizzato dal Comitato Provinciale Acqua Pubblica in occasione dell’Assemblea dei Sindaci che si terrà Lunedì 12 Dicembre”.
“La Legge Regionale – annota l’Arci – prevede che se i sindaci non esprimeranno entro il 16 Dicembre un parere, che sarebbe vincolante, il Piano d’Ambito si riterrà approvato in base al principio del silenzio-assenso e con esso la privatizzazione del nostro servizio idrico. L’ARCI Cremona insieme al Comitato Provinciale Acqua Pubblica chiede ai Sindaci di bocciare il Piano d’Ambito  e di aprire una nuova fase democratica e partecipata verso la gestione pubblica del servizio idrico nel rispetto dell’esito referendario”.

 

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Commenti
  • Annamaria Menta

    Oggi ci saranno molti cittadini davanti ai cancelli della fiera, cento o mille non fa molta differenza.
    Tutti, anche chi non potrà essere presente qusta sera, ricordiamo bene che esattamente sei mesi fa si è votato per un referendum.
    Ricordiamo anche che la maggioranza assoluta dei votanti ha dichiarato, con il proprio voto, di volere la gestione pubblica del bene comune acqua.

    Altrettanto bene ci ricorderemo chi, questa sera, voterà per la privatizzazione del bene comune acqua. Ce ne ricorderemo quando andremo a votare alle prossime amministrative.

    I sindaci faranno bene a ricordare che questa sera si assumono la responsabilità di una decisione che avrà effetti ben al di là della durata del loro mandato, una decisione che non prevede una possibilità di tornare sui propri passi se non dietro il pagamento di penali esorbitanti. In questo caso non vale la regola del ‘soddisfatti o rimborsati’, anzi…