Un commento

Cremona da un mese fuorilegge per la qualità dell’aria Ma per la Regione il blocco auto è un provvedimento “ingiusto”

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Ventisei giorni di aria irrespirabile. Da quasi un mese la qualità dell’aria a Cremona è fuori dai parametri di legge. Nelle ultime ventiquattr’ore la centralina di via Fatebenefratelli ha rilevato una concentrazione di polveri sottili pari a 84 microgrammi per metro cubo, a fronte dei 50 fissati come limite di legge. Cresce dunque anche il numero degli sforamenti annui, arrivati, per l’anno in corso, a quota 97 (contro i 35 consentiti dall’Europa).

E mentre le altre città provano almeno a dare un segnale con blocchi al traffico e attività di sensibilizzazione, a Cremona è come se nulla fosse. Nella vicina Emilia, ad esempio, si è deciso di anticipare le misure previste dall’Accordo biennale per la qualità dell’aria. Il blocco del traffico del giovedì – previsto originariamente dal 7 gennaio 2012 in poi – è stato anticipato al 29 dicembre e al 5 gennaio. A questo, sempre in Emilia Romagna, si è deciso di aggiungere altri due giorni senza auto, la prossima settimana: lunedì 19 e martedì 20 dicembre.

Le misure in Emilia sono state decise sulla base dell’Accordo biennale per la qualità dell’aria siglato nell’ottobre 2010 tra Regione, Province, Comuni capoluogo e Comuni con più di 50 mila abitanti.

Per quanto riguarda la Lombardia, la linea è quella riassunta ieri dall’assessore regionale alla viabilità, Raffaele Cattaneo, secondo il quale il blocco delle auto come misura contro lo smog “non è” un provvedimento “giusto”. In tema di lotta all’inquinamento, ha aggiunto l’assessore regionale, una collaborazione tra assessorati, ma anche tra istituzioni “c’è già da tempo”.

A cosa abbia portato, almeno per Cremona, questa collaborazione non è dato sapere. Basti pensare che alla lettera inviata dal Comune di Cremona al presidente Formigoni ormai settimane fa per sollecitare interventi contro l’inquinamento non è mai seguita una risposta.

 

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Commenti
  • CREMONA E LO SMOG
    C’è quasi da non credere : si torna a parlare dello smog e degli altri inquinanti ( anche più pericolosi) solo per dire che tutto va bene anzi meglio di prima : l’affermare che si fa più di prima (?) è solo giustificazione alla propria inadeguatezza.

    Quando anche l’uomo della strada poi riesce a vedere i dati (peraltro rilevati da una sola centralina e forse male posizionata),si accorge che “forse” il miglioramento si può vedere nell’arco di un anno se si fa una media che assomiglia tanto alla statistica del pollo proposta dal mai dimenticato Trilussa.

    L’osservanza delle norme regionali ( cfr. ARPA)non ci conforta e non ci tranquillizza : valenti esponenti del mondo medico e scientifico ci riferiscono che durante i picchi prolungati degli sforamenti (ormai drammatici ) aumentano i ricoveri e la mortalità.
    Anche questa è statistica.
    Se la leggano bene i difensori “d’ufficio” del Sindaco.

    L’assessore alla partita, anziché fare conferenze “spot”( abitudine diffusa nel suo ambiente) dovrebbe anche vedere bene le statistiche delle mortalità e sarebbe subito smentito dalle coincidenze nefaste a seguito dei picchi di inquinamento, mai così alto nell’ultimo periodo.
    E’ stato scritto ( perché promesso ) che verranno aumentate le centraline di rilevamento : sarebbe bene sapere prima dove e quando e da chi.
    E’ stato scritto che verranno sostituiti i mezzi pubblici inquinanti : noi stiamo a vedere quando .

    Non è stato detto nulla che cosa si intende fare per togliere tutti i mezzi inquinanti possibili dalla cerchia cittadina.
    Non si è mai accennato al fatto che l’inquinamento è in atto anche da prima della accensione dei riscaldamenti.

    In alcune città svizzere esistono già disposizioni in tal senso :
    – in città entrano ed escono solo i residenti con percorsi definiti ;

    – in città non entrano i famosi “SUV” e i pochi che chiedono la deroga pagano un permesso talmente caro da scoraggiare gli abusi;

    – in città entrano solo mezzi elettrici cha hanno il compito di distribuire le merci già depositate in appositi magazzini di raccolta fuori città: sono nate quindi aziende che svolgono tale servizio;

    – in città non vengono costruiti garages e parcheggi e i pochi esistenti costano molto, molto cari ( anche a Londra) ;

    – l’amministrazione di queste città modello ha promosso il bike-sharing e favorisce l’uso della bici con un vero e consistente impianto di piste ciclabili;

    – a Cremona sono ancora poche e quelle già realizzate dalla Giunta Corada sono male utilizzate e a volte rese pericolose dalla imprudenza degli automobilisti e dal posizionamento di parcheggi a ridosso della pista ( vedi per esempio : Piazzale Po –fronte tabaccaio- quasi sempre occupato nonostante i cordoli );

    – nulla si sa di proposte per la costruzione di parcheggi fuori città : forse non si ha neppure l’idea di come collegarli con servizi degni di tale nome;

    L’uomo della strada vorrebbe anche sapere perché Cremona è forse l’unica città dove le auto e i SUV sostano ovunque nel centro cittadino, persino nelle immediate vicinanze del Duomo : ho già visto turisti fare contorsioni per poter bene inquadrare(per fare foto) le due facciate laterali del Duomo e la relativa abside.

    “Ictu oculi” la città intera è alla mercé delle auto in sosta o in transito.
    Questa è l’amara realtà.
    Se l’assessore alla partita non è a conoscenza di quanto si fa altrove, quando si agisce seriamente è bene che si documenti: in caso contrario non sappiamo di cosa si parla.