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Il voto dei 60 sindaci è regolare ed efficace: l’assemblea era in seconda convocazione e non serviva la maggioranza ponderale

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– Sopra, i sindaci prima dell’inizio dell’assemblea di venerdì sera

 

Il voto dei 60 sindaci riuniti ieri sera in Sala Zelioli Lanzini è regolare ed efficace sotto tutti i profili. La bocciatura della proposta per la società mista di gestione del servizio idrico, in altre parole, è regolare. A stabilirlo sono la normativa regionale e quella provinciale relativa alla conferenza dei sindaci. Se su questo argomento ieri sera potevano sussistere dubbi dati dalla mancanza della maggioranza ‘ponderale’ (data dal numero di abitanti rappresentati dai sindaci in sede di voto), oggi quei dubbi vengono fugati da un’attenta lettura della normativa, così come ci viene segnalato da tecnici e sindaci.
La base di partenza è la legge regionale n. 26 del 2003, successivamente modificata dalla legge regionale 21 del 2010. Il comma 3 dell’articolo 48 della legge, in particolare, indica le modalità per le votazioni nelle conferenze dei Comuni (le assemblee dei sindaci). Vengono in questa sede definite le modalità delle votazioni relative a decisioni sulle quali la conferenza dei Comuni è chiamata ad esprimere un parere obbligatorio e vincolante (è il caso della proposta di società mista).
L’articolo in questione prevede due casistiche. La prima riguarda il voto favorevole dei sindaci, o loro delegati, che rappresentano la maggioranza della popolazione presente nell’ambito territoriale (voto ponderale). La seconda stabilisce che le deliberazioni sono valide se il numero dei sindaci presenti è pari alla metà più uno del totale.
All’assemblea di ieri sera erano presenti 61 sindaci sul totale di 115: dunque la seconda previsione è stata rispettata. Ininfluente la prima perché, tradotta, dice che serve la maggioranza ponderale solo per approvare un oggetto e non per respingerlo. Ed è ciò che l’assemblea ha fatto ieri sera, respingendo la proposta di società mista senza mettere al voto una diversa proposta.
Non solo. Il dettato normativo regionale è recepito dal regolamento della conferenza dei Comuni della Provincia di Cremona. Approvato il 16 marzo del 2011, il regolamento provinciale è anche ‘restrittivo’ rispetto alla normativa regionale. L’articolo 8 prevede che “la conferenza non può deliberare se non sono presenti i Comuni che detengono, in prima convocazione, la maggioranza delle quote di rappresentanza degli enti partecipanti alla conferenza, con almeno un terzo dei componenti”.
Tradotto: in prima convocazione, se manca la maggioranza ponderale non si può deliberare. Ed ecco la sorpresa: la seduta delle 18.30 di ieri era in seconda convocazione, essendo come prassi andata deserta la prima, fissata in mattinata. Riguardo alla seconda convocazione, il regolamento provinciale stabilisce che la conferenza può deliberare se è presente “almeno il 30%” delle quote di rappresentanza “con almeno un quarto dei componenti”.
In sintesi, ieri sera c’era la maggioranza numerica dei sindaci (il 50% più uno) e c’era la maggioranza ponderale, poiché i sindaci presenti rappresentavano 137.052 abitanti, più del 30% del totale (363.606 abitanti al 31/12/2010, dati statistici della Provincia).

 

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Commenti
  • Porco Spino

    Bene chiarito questo aspetto non da poco, credo che a questo punto Salini dovrà prenderne serenamente atto rassegnando immediatamente le sue dimissioni e la magistratura verificare l’esistenza di eventuali reati.

  • francesco

    Non conosco il regolamento della provincia, quindi non mi esprimo sulla seconda parte dell’articolo. Ma la prima parte sulla legge regionale è da barzelletta; neanche una matricola di giuris sparerebbe una boiata del genere. Serve la maggioranza ponderale solo per approvare?? Ma per piacere! si parla di voto favorevole, sì, ma nel senso di voto favorevole al parere che si esprime, il quale ovviamente può essere positivo o negativo. Non voto favorevole, nel senso di parere positivo. Ignoranti