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Acqua, il Comitato: «Sindaco non è troppo tardi: riconsegni ai cremonesi il loro ruolo»

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Prosegue la discussione sul servizio idrico cremonese. Mentre il consiglio comunale boccia i due ordini del giorno sull’argomento (leggi l’articolo), il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese chiede al sindaco Oreste Perri un incontro. Lo fa in una lettera aperta inviata al primo cittadino cremonese e ai consiglieri comunali. Ecco il testo:

Signor sindaco Oreste Perri

siamo profondamente delusi dall’assenza del Comune di Cremona all’assemblea del 16 dicembre sulla privatizzazione del servizio idrico. Molti di noi credevano che l’indipendenza dalla politica da lei più volte dimostrata nei mesi scorsi si sarebbe manifestata anche in questa occasione. Capiamo che lei non voglia correre il rischio di abbandonare prima della scadenza la nuova esperienza di amministratore pubblico in cui si è impegnato, ma continuiamo a credere che il suo amor proprio, l’orgoglio di dimostrarsi indipendente e il coraggio di reagire ai ricatti valgano più di una poltrona, per quanto ambita.

Siamo ancora più delusi dal comunicato congiunto da lei diffuso poche ore prima dell’assemblea, che aveva il chiaro scopo di dissuadere altri sindaci dal partecipare alla seduta e nel contempo evitarle di esporsi con un voto preciso. E’ inoltre molto grave la sua affermazione ufficiale che il voto del 16 sarebbe stato un atto “inutile”: era invece evidente a tutti (cittadini in primis, sindaci e forze politiche poi) che sarebbe stato essenziale. L’accordo concluso tra i sindaci il 12 dicembre (chieda la registrazione audio se non vuole credere a noi) era che se il cda non avesse ritirato il piano d’ambito ci sarebbe stata comunque l’ultima possibilità per tutti i sindaci di votare il 16: tentare di far mancare il numero legale è stato un modo scorretto di togliere la parola ai sindaci del territorio. Per fortuna questo disegno è fallito e il numero legale è stato raggiunto.

Vorremmo si rendesse conto comunque della gravità della sua pilatesca intenzione di lavarsi le mani con l’acqua bene comune. Il voto in Conferenza dei Comuni è un voto obbligatorio e vincolante: è molto preoccupante che lei non abbia sentito profondamente dentro di sé il peso di quest’obbligo. Specialmente il comune capoluogo non può fuggire dalle proprie responsabilità, per di più rompendo in questo modo ogni rapporto di fiducia con le altre comunità del territorio e con i loro sindaci e cittadini. E incrinando profondamente anche il rapporto di fiducia tra il sindaco Oreste Perri e i cittadini di Cremona, che ai referendum di giugno si sono espressi a maggioranza assoluta per l’acqua pubblica.

Non è però troppo tardi per riconsegnare a Cremona il ruolo che le spetta in qualità di comune capoluogo. Noi come Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese le chiediamo di:

– rilanciare con forza la moratoria di sei mesi già proposta dall’assessore Bordi e ignorata dal presidente Salini,

– dichiarare ufficialmente che alla luce dei fatti e degli atti ogni ipotesi di utilizzo della modalità del silenzio-assenso è inapplicabile,

– sollecitare le commissioni provinciali a continuare il percorso delle audizioni, interrotto (guarda caso) prima dell’audizione di importanti società pubbliche,

– recepire pienamente l’orientamento ormai prevalente nel territorio dichiarando che le società esistenti vanno salvate dai rischi della privatizzazione e quindi il servizio idrico va gestito tramite una azienda pubblica al 100 per cento.

Infine le ricordiamo che noi come Comitato Acqua Pubblica abbiamo fatto protocollare sinora varie richieste di incontro con lei, le quali non solo non sono sfociate in una proposta di incontro, ma addirittura non hanno mai avuto alcuna risposta. Rinnoviamo ora la richiesta d’incontro sperando di poterle finalmente parlare personalmente nei prossimi giorni, poiché ciò che ci interessa è dialogare con i sindaci, non fare azioni giudiziarie contro istituzioni che continuiamo ostinatamente a credere siano dalla nostra parte.

Il percorso che abbiamo di fronte nei prossimi mesi sarà decisivo per come lei verrà ricordato dai cittadini cremonesi: come sindaco onesto e coraggioso o come connivente nell’eutanasia della democrazia che il presidente Salini sembra intenzionato a continuare a praticare.

Agisca in modo che il cittadino cremonese non abbia un giorno a ricordarsi di lei come “il campione del mondo di canoa che mi ha privatizzato l’acqua”.

 

Il Comitato Acqua pubblica

 

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  • GESTIONE ACQUA, CENTRODESTRA UNITO

    Cremonaonline, il braccio svelto della Provincia di Pennadoro Zanolli, piazza il titolo di sopra in cima all’articolo, che prosegue:
    il caso acqua è arrivato in consiglio comunale sollevando, come prevedibile, polemiche, accuse e controaccuse. Alla fine il Centrodestra, votando compatto e con l’appoggio della Lega (appena uscita dalla maggioranza) ha respinto i due ordini del giorno con cui gli avversari, il Pd, e i quasi alleati, l’Udc, chiedevano di rispettare l’esito del referendum mantenendo pubblica la proprietà dell’acqua.
    Gli è che, cessati gli abiti del novelliere e rimessi quelli più consoni del giornalista, Bracciosvelto, alla fine dell’articolo, vinto dagli scrupoli, ha descritto così la “compattezza” del Centrodestra: 21 votanti, 21 astenuti.
    Gli ordini del giorno degli avversari non sono passati, con i loro 16 voti non hanno raggiunto la maggioranza, ma per compattezza in genere sui giornali, come dire, senza offendere la sensibilità di alcuno, più diffusi, si intende ben altro…..

    Cremona 20 12 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Abbiamo assistito alla messa in scena per il servizio idrico: anche se non passa la “sceneggiata” il Sindaco di Cremona non sarà più solo “ un ex campione di canoa “ che tutti ricordiamo,
    ma anche un campione in carica di “nascondino”

    ( la mancata partecipazione alla assemblea dei sindaci è stata resa ufficiale ma solo pochi hanno capito o giustificato).

    Quando si vince per mille voti
    ( abilmente lasciati liberi da qualche sprovveduto della attuale minoranza)
    non si deve avere la totale presunzione di imporre o lasciare imporre volontà estranee alla stragrande maggioranza dei cittadini.

    Per quanto riferito a Salini si ha la sensazione che le porte del suo studio ,a prova di ultrasuoni, gli abbiano impedito di sentire la “ vox populi” e nello stesso tempo i vetri oscurati della sua vettura ( il tutto a suon di euro nostri) gli impediscono di vedere bene quello che succede in città e provincia.

    Faremo festa quando le provincie spariranno.