Commenta

Calcioscommesse, spalloni per il denaro e accordi diretti per truccare le gare

http://www.youtube.com/watch?v=kOLmn5w5O4Q

Il procuratore di Martino e il questore Bufano in conferenza stampa

Un grosso giro di denaro contante per comprare le partite. L’organizzazione colpita dalla seconda tranche dell’inchiesta sul calcioscommesse utilizzava siti web asiatici (proteggendosi così da accurati controlli) per le proprie puntate e inviava banconote per mettere in atto le combine. Soldi portati attraverso vari Paesi da diversi spalloni. In conferenza stampa il procuratore della Repubblica Roberto di Martino ha descritto l’azione tipica dell’associazione con vertice a Singapore. E intanto dall’ordinanza firmata dal gip di Cremona Guido Salvini emerge proprio uno di questi passaggi. Ovvero un viaggio da Singapore a Malpensa effettuato da Choo Beng Huat, stretto collaboratore del capo Eng Tan Seet, con un trolley contenente un chilo di denaro. A Malpensa è rimasto solo sei ore per poi tornare indietro. Tra l’andata e il ritorno, la differenza di peso pari a un chilo della valigia, “presumibilmente una somma di denaro consegnata per conto della organizzazione a qualcuno”.

IDENTIFICATO IL GRUPPO DEGLI ‘ZINGARI’, BRACCIO OPERATIVO DEGLI ASIATICI

Identificati gli ‘zingari’, comparsi nelle carte a giugno e ora risultati il braccio operativo degli asiatici per l’avvicinamento dei giocatori. “Siamo intervenuti con urgenza per manipolazioni in atto”, ha spiegato di Martino. Nonostante i risultati del primo troncone dell’inchiesta di quest’estate, infatti, il sodalizio ha continuato nelle proprie attività (nelle scorse settimane, come scritto nei precedenti articoli, un tentativo per truccare la gara di Coppa Italia Cesena-Gubbio del 30 novembre). Informazioni importanti sono state raccolte da figure arrestate per reati dello stesso tipo in Finlandia e in Germania.

SQUADRE COMPRATE IN FINLANDIA E ABBOCCAMENTO INFORMALE CON UNA SOCIETA’ DI SERIE B

Lo sguardo dell’organizzazione arrivava ovunque. Addirittura in Africa e in Sudamerica. Nuovi spunti da accertare, di cui si occuperanno le magistrature locali. In Finlandia, sembrano esserci addirittura società ‘infiltrate’ dall’organizzazione, che agivano al soldo del gruppo. Ed è saltato fuori, nelle indagini, un tentativo di avvicinamento informale ad un club italiano di serie B.

LO SLAVO ARRESTATO AD ATENE E IL CONTATTO TRA ZAMPERINI E IL CAPO DI SINGAPORE

Il dirigente della squadra mobile di Cremona, Sergio Lo Presti

 

L’organizzazione ha cominciato ad agire tra il 2007 e il 2008, allargandosi sempre di più. Ma singolarmente, alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta vantano esperienze precedenti nel campo delle combine. Fondamentali le intercettazioni. Quanto al ruolo degli italiani indicati come i referenti locali dell’associazione (Carlo Gervasoni, Filippo Carobbio, Alessandro Zamperini e Luigi Sartor), si registra anche un contatto diretto tra Zamperini e il capo di Singapore.

Uno degli slavi è stato arrestato poche ore fa mentre tornava da Singapore. E’ stato preso ad Atene: si tratta di Rade Trajkovski, 27enne macedone.

L’EX CAPITANO DELL’ATALANTA DONI E GLI ALTRI

Sono poi state trovate conferme circa la partecipazione del’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni (che ha provato la fuga alla vista della polizia), del preparatore atletico del Ravenna Calcio, Nicola Santon, e per Antonio Benfenati, amico di Doni, all’associazione scoperta a giugno. Secondo gli investigatori hanno progettato un tentativo di inquinamento delle prove e per questa ragione è scattata la misura cautelare.

IL QUESTORE BUFANO: “ONORATO DI INTRODURRE QUESTI RISULTATI”

“Onorato di introdurre i risultati del lavoro svolto”. Sono le parole usate dal questore Antonio Bufano, che per primo ha preso la parola nella conferenza stampa con cui è stata delineata la seconda tranche dell’inchiesta sul calcioscommesse, arrivata con grandi sforzi degli uomini della questura di Cremona.

LE DIFFICOLTA’ E L’ALLARME DEL PROCURATORE DI MARTINO: “CARENZA DI ORGANICO E ZONA CREMONESE CON FORTE PRESENZA DELLA ‘NDRANGHETA”

“Non è finita. Questo è un altro punto di partenza”, ha detto in conferenza stampa il procuratore di Martino. “Spero quanto fatto oggi sia servito per bloccare l’organizzazione e per fare maggiore pulizia nel calcio”, ha aggiunto. Di Martino ha lanciato anche l’allarme per la mancanza di organico negli uffici da lui coordinati. “Sono in grande difficoltà. Devo occuparmi anche di piazza della Loggia. Un volontario ha eseguito la numerazione delle carte in questo caso. E bisogna affrontare la situazione della provincia di Cremona, una zona dove la presenza della ‘ndrangheta è molto potente”.

Interventi anche da Gilberto Caldarozzi, direttore del Servizio centrale operativo della polizia, e da Fabrizio Lisi, direttore del servizio internazionale di polizia (guarda il video pubblicato sopra). Accertamenti proseguiranno, anche sul materiale sequestrato in mattinata.

IL DIRIGENTE DELLA SQUADRA MOBILE LO PRESTI: “SISTEMA BASATO SULLE CONOSCENZE DIRETTE”

Ringraziamenti a tutti coloro che hanno partecipato all’operazione sono arrivati dal dirigente della squadra mobile di Cremona, Sergio Lo Presti. “Un sistema anche semplice, basato sulle conoscenze dirette”, queste le sue parole usate per descrivere l’organizzazione.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti